IL DIRITTO DI OPPORSI | La recensione del film con Jamie Foxx

IL DIRITTO DI OPPORSI | La recensione del film con Jamie Foxx
Michael B. Jordan in una scena del film (Fonte: IMDB)

La recensione di Il diritto di opporsi

Dopo lo straordinario Richard Jewell di Clint Eastowood, un altro dramma di denuncia sociale arriva nelle sale direttamente dagli Stati Uniti.
Il diritto di opporsi è infatti una storia vera. Di quelle incredibili, in cui il razzismo permea un sistema giudiziario in cui non conta più l’essere umano bensì il colore della pelle, il pregiudizio ideologico, la presunta superiorità razziale.
Siamo nel 1989 in Alabama. Il giovane avvocato Brayan Stevenson (Michael B. Jordan), dopo essersi laureato ad Harvard, fonda la Equal Justice Initiative, un ente che si occuperà di difendere persone in difficoltà concedendogli assistenza legale nei processi.
Tra gli assistiti di Stevenson, Walter McMillian (Jamie Foxx), che nel 1987 viene condannato a morte per l’omicidio di una ragazza di 18 anni, nonostante le prove dimostrino la sua palese innocenza.

Il diritto di opporsi
Una scena tratta da Il diritto di opporsi (Fonte: IMDB)

C’è una black new wave americana che continua a muoversi con disinvoltura, sfornando progetti cinematografici pregni di impegno, di riscossa. Si pensi a Il coraggio della verità di Tillman Jr., oppure alla serie Netflix When They See Us, o perché no all’horror Scappa – Get Out di Jordan Peele.
Con Il diritto di opporsi anche Destin Daniel Cretton si prende carico di certa blackness, raccontando una storia di prigionia ingiustificata che va oltre il concetto di comunità (quante volte viene ripetuto questo termine durante il film?). L’idea è infatti quella di voler marcare una distanza, quella tra il mondo dei “bianchi” e quello dei “neri”, tra chi è onesto per definizione e chi è colpevole con ogni probabilità.
Tutto si gioca sulla forza degli attori. Sublime l’intesa tra Micheal B. Jordan e Jamie Foxx (in particolar modo quest’ultimo, per ieraticità, ricorda il Denzel Washington dei tempi migliori). E sarebbe ingiusto sottovalutare l’apporto dato al film da parte di personaggi secondari come Tim Blake Nelson (era il divertentissimo cowboy di La ballata di Buster Scruggs) o la stessa Brie Larson (Room).
Cretton non si perde un loro sguardo, tiene la macchina da presa fissa sui suoi protagonisti per poi ribaltare la prospettiva tramite campi lunghi di funzione prettamente descrittiva. È un film denso, Il diritto di opporsi.
Di quelli necessari a ricordare che i diritti su cui oggi decidiamo di adagiarci sono tutt’altro che scontati.

Voto: 7/10

La scheda tecnica di Il diritto di opporsi

REGIA: Destin Daniel Cretton
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Destin Daniel Cretton, Andrew Lanham
DATA DI USCITA: 30 gennaio
DURATA: 136′
GENERE: biografico, drammatico
PAESE: USA, 2019
CASA DI PRODUZIONE:  Endeavour Content, One Community, Participant Media, Macro Media, Gil Netter Productions, Outlier Society
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Warner Bros.
CAST: Michael B. Jordan, Jamie Foxx, Brie Larson, Tim Blake Nelson, Rafe Spall.

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