RUN WITH THE HUNTED | La recensione del nuovo film di John Swab

RUN WITH THE HUNTED | La recensione del nuovo film di John Swab

La recensione di Run With The Hunted

Con Run with The Hunted John Swab si conferma regista da tenere sotto controllo. Dopo Let Me Make You a Martyr, che annoverava tra i protagonisti nientemeno che Marylin Manson, un’altra storia di perversione, sadica violenza, perdizione senza possibilità di riscatto.
Oscar è un ragazzino apparentemente tranquillo, che vive in un piccolo paesino dell’Arizona. Il reverendo del paese in cui vive lo educa al bello, al piacere della poesia ed alla meraviglia della natura circostante.
Ad un certo punto però Oscar si macchia di un omicidio. Uccide il padre balordo che (forse) abusava di due suoi amici coetanei.
Il ragazzo è allora costretto a fuggire, a rifarsi una vita nell’ombra, ai bordi della città e non solo di quella.
Vagando sui marciapiedi incontra una gang di coetanei che vive di espedienti e furtarelli, dicono di avere «il dono della disperazione».

Ed è proprio questa la chiave di lettura del film. Nella sua ascesa verso il crimine, Oscar lo Stato non lo trova mai. Sembra di vivere in un far west aggiornato, senza speroni né cavalli. Solo tanta violenza gratuita, la necessità di sbarcare il lunario ad ogni costo.

Run With The Hunted

John Swab fonde i generi, il gangster, il western, ad una denuncia sociale senza mezzi termini, puntando il dito nei confronti di un sistema previdenziale che non si intromette mai nel processo educativo degli ultimi. Non c’è ascensore sociale, il mito americano resta un sogno impalpabile nel paese reale che Oscar è abituato a bazzicare. Sembra di essere dalle parti di Dallas Buyers Club. Ma la tipizzazione dei protagonisti della storia è molto più arcigna, di gran lunga più fedele alla realtà contingente.
Ed in certi momenti Swab ci prova ad epicizzare un plot che pare solo dramma e sparatorie. Michael Pitt, nei panni di Oscar da adulto, è un Joker che ha perso anche la risata isterica, un Charles Manson che si marchia a sangue col coltello e chiede di farlo alla sua improvvisata family.

C’è allora da sperare che questo lavoro di Swab venga presto distribuito nelle sale italiane, perché la denuncia iniziata già qualche anno fa nei confronti un sistema mefitico come quello capitalista, non solo ha urgente bisogno di essere divulgata, ma è anche la testimonianza che sì, esiste anche un cinema indipendente a stelle e strisce, ed è anche terribilmente lontano dall’immaginario audiovisivo imposto dalle major. Run With The Hunted è un film politico come non se ne vedevano da tempo, che, per spregiudicatezza e potenza delle immagini, ricorda e non poco il Dennis Hopper di Out of the blue.
Che si tratti di un nuovo manifesto della controcultura,? Speriamo!

Voto: 8/10

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