ANTIGONE | Alla legge degli uomini si oppone il cuore

ANTIGONE | Alla legge degli uomini si oppone il cuore

La seconda giornata della Festa del Cinema di Roma ci regala un film potente, un adattamento così contemporaneo e vivido da sembrare scritto per i giorni nostri. Antigone, diretto dalla regista Sophie Deraspe e proposta canadese ai prossimi Premi Oscar, porta sullo schermo la tragedia di Sofocle, quella lotta ancora così attuale contro l’autorità e le leggi degli uomini, insensibili di fronte alle logiche familiari e sentimentali. Ma c’è molto altro: l’analisi che scaturisce da questo antefatto primordiale si spinge ad una riflessione ben più attuale riguardo una famiglia di immigrati, impossibilitata ad inserirsi nella società in cui si trovano perché respinti a priori.

Antigone

I nomi dei protagonisti sono rimasti quasi del tutto identici agli originali, quindi risulta molto semplice identificare i ruoli della tragedia. Troviamo dunque Antigone, una brillante diciassettenne e studentessa modello, che si trova a dover difendere i propri familiari quando dopo una retata della polizia suo fratello Eteocles resta ucciso da un colpo di pistola di un agente e l’altro fratello, Polynices, viene arrestato. A questo punto, per mantenere la famiglia unita e cercare di ottenere giustizia, Antigone compie un gesto folle ma di una forza inaudita, scagliandosi contro ogni legge e potere prestabiliti. L’impatto sui media e sulla società è notevole, ma basterà questo per riportare il suo nucleo familiare alla normalità?

Antigone

L’attualità della tragedia di Sofocle è un qualcosa che lascia sbalorditi. Una critica feroce alla società ed alla sconsiderata applicazione della legge, che spesso riesce a creare più ferite di quante ne possa invece prevenire. Intendiamoci, Eteocles e Polynices in questa trasposizione cinematografica non sono di certo due martiri, hanno le loro colpe e si portano sulle spalle il peso delle loro scelte sbagliate. Antigone questo lo sa e non ne fa un mistero, ma è disposta comunque a lottare per riottenere ciò che ama. Perché è più preoccupata “del giudizio dei morti, rispetto a quello dei vivi”, riprendendo la lotta per difendere quella legge divina tanto cara alla sua omonima antenata. La regista Sophie Deraspe sa bene come trasformare il materiale di partenza e non si fa problemi a premere l’acceleratore sulla parte politica della vicenda piuttosto che su quella dell’omicidio/incarcerazione. Nota di merito per l’utilizzo dell’indovino Tiresia e del coro tebano, quasi impossibili da inserire in un film così realistico ma che invece trovano una perfetta collocazione grazie alle intuizioni della regista.

Antigone

Dove purtroppo la Deraspe calca troppo la mano, compiendo in prima persona un atto di hybris, è nel cercare a tutti i modi di adattare un dramma che è già di per sé universale al contesto urbano e alla stratificazione sociale della periferia canadese. Alcune sequenze che mostrano video e messaggi sui social, immagini commemorative e street art spicciola, appaiono completamente fuori contesto e stonano col resto del film, che avrebbe potuto mantenere un tono solenne per tutta la sua durata riuscendo a parlare comunque ad un pubblico molto giovane. Resta il rimpianto ed un pizzico di rabbia per aver visto sprecare di un soffio l’occasione per dare alla luce una grandissima opera d’arte.

 

VOTO 7-

 

Scheda tecnica di Antigone

TITOLO: Antigone
REGIA: Sophie Deraspe
SOGGETTO: Antigone di Sofocle
SCENEGGIATURA: Sophie Deraspe
DURATA: 104 minuti
GENERE: drammatico
PAESE: Canada, 2019
CASA DI PRODUZIONE: Association Coopérative des Productions Audio-Visuelles
FOTOGRAFIA: Sophie Deraspe
MONTAGGIO: Geoffrey Boulangé, Sophie Deraspe
MUSICHE: Jad Orphée Chami, Jean Massicotte
CAST: Nahéma Ricci, Rawad El-Zein, Hakim Brahimi, Rachida Oussaada, Nour Belkhiria

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