THE AERONAUTS | Alla Festa del Cinema è il turno di Eddie Redmayne

THE AERONAUTS | Alla Festa del Cinema è il turno di Eddie Redmayne

La recensione di The Aeronauts

Dopo la consacrazione avvenuta con La teoria del tutto (trampolino di lancio che lo portò verso The Danish Girl), Eddie Redmayne torna a vestire i panni di un uomo di scienza.
Così, se nel film diretto da James Marsh l’attore inglese aveva dato vita ad uno straordinario Stephen Hawking (premiato non a caso con il Golden Globe), stavolta è il turno di un altro grande visionario inglese, l’ambizioso meterologo James Glaisher.

The Aeronauts è infatti la storia vera di un signorotto inglese che, in compagnia della temeraria Amelia Wren (Felicity Jones), decide di sfidare la gravità in nome del progresso.
Ciò che più colpisce della cinematografia britannica degli ultimi anni è la capacità di rendere cult gli avvenimenti storici, recuperando una tradizione, quella dei film in costume, che solo qualche anno fa sembrava essere perduta.
Decine e decine sono i titoli che provano a gettar luce su personaggi del passato o avvenimenti realmente accaduti (tra i più recenti  L’ora più buiaColette, Il mistero di Donald C.Mary Queen of Scots…), ed altrettante sono le serie tv di successo che stanno riuscendo nell’impresa di rendere pop dinastie, casate, eventi drammatici del secolo scorso.
Si pensi al fenomeno The Crown, ma anche a Downton Abbey (di cui alla Festa del Cinema verrà presentato il film-sequel) o alle tre stagioni di This is England.

The Aeronauts

Deve saperne qualcosa Jack Thorne, lo sceneggiatore di The Aeronauts che, anni addietro, si era fatto le ossa proprio con la serie ideata da Shane Meadows, una esegesi della periferia inglese che passava in rassegna gli anni bui del tatcherismo.
Il connubbio tra la penna di Thorne e lo stile di regia di Tom Harper (anche lui abituato alle ambientazioni in costume da dopo Peaky Blinders) diventa allora un mix perfetto di skills, tutte al servizio di un film che sin dai primi momenti sa restituire le atmosfere ottocentesche in cui è ambientata la storia.
Il lancio della mongolfiera di Glaisher e Wren  potrebbe quasi essere inteso come uno dei primi crowdfunding della storia, visto che, al momento della partenza, il pubblico pagante gremiva il parco fuori Londra in cui presto sarebbe scoccato il miracolo.

The Aeronauts

Lo skyline della metropoli inglese è molto diverso da quello che caratterizza la città odierna, ed in generale Harper gioca continuamente con il rapporto tra paesaggio e personaggi. Al di là degli stratagemmi tecnici, che conferiscono vera e propria vertigine allo spettatore nei momenti cruciali del volo (in alcuni momenti sembra di rivedere il bellissimo The Walk di Zemeckis), il regista concepisce The Aeronauts come una continua lotta tra uomo e natura, tra forza generatrice e razionalità indagatrice, tra infinitamente piccolo ed infinitamente grande.
Ne viene fuori un film che, lontano da qualsiasi intento autoriale, riesce a raggiungere il suo scopo principale, cioè quello di raccontare una storia straordinaria senza dimenticare mai il dato spettacolare.

Voto: 8/10

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