JOKER, vince Venezia 76 e “ognun applaudirà”

JOKER, vince Venezia 76 e “ognun applaudirà”

Miglior film alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Joker di Todd Phillips è il Leone d’Oro di Venezia 76. Il racconto cinematografico di una delle più straordinarie metamorfosi di un personaggio parte dal tappeto rosso del Lido e, grazie alla sorprendente capacità di trasformazione di Joakim Phoenix, si annuncia pronta ad approdare verso altri premi.

JOKER, LA TRAMA

Arthur Fleck (Joakim Poenix) è un comico fallito che si guadagna da vivere vestendo i panni di un clown per feste e pubblicità di strada in una fatiscente Gotham City al pieno del suo degrado civile e umano a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Clown disperato di giorno, la notte Arthur aspira a diventare comico di cabaret, ma si accorge di essere solo disprezzato. Prigioniero di un’esistenza  tragica e crudele, Arthur commette un grave errore che innesca una serie di violenti eventi a catena di cui il nascente Joker è sia vittima che carnefice.

JOKER, IL FILM

“Ridi, Pagliaccio… e ognun applaudirà!”, Joker di Todd Phillips sembra la sintesi moderna dell’intramontabile concetto del “clown tragico”. In ogni forma d’arte nulla più delle tinte contrastanti degli opposti sembra meglio esprimere con forza dirompente il dramma interiore di un uomo. Todd Phillips riesce a portare ai giorni nostri in modo eccellente la rappresentazione classica del turbamento più profondo dell’uomo incarnato per contrappunto nella figura del clown. Il buffone, il grande giullare amaro, è Joakim Poenix che in Joker dà prova di un’altissima capacità recitativa.

“Recitar! Mentre preso dal delirio, non so più quel che dico e quel che faccio!”. Mesi di prove solo per riuscire a realizzare una risata che il pubblico non scorderà facilmente. Phoenix racconta di essersi esercitato moltissimo per portare sul grande schermo la più amara, dolorosa e folle risata della storia del cinema. In essa il suo personaggio, un Joker sul punto di manifestarsi al pieno della sua pazzia, esprime tutto il disagio, il dolente dramma di un uomo alienato dalla società e disprezzato dal mondo per la sua diversità irragionevole, incomprensibile e inaccettabile. Il suo è un dolore che esplode incontrollato ad ogni momento di crisi. Una crisi che nasce dall’infanzia e che si esaspera sempre più negli anni fino a culminare in un disagio incurabile e devastante.

“Ridi del duol che t’avvelena il cor!”. Joker ride in modo irrefrenabile, mentre, goccia a goccia, quel mondo, che egli non comprende e che a sua volta lo rifiuta, lo avvelena. Arthur vede l’orrore, la cattiveria dell’uomo riversarsi in modo spietato su di lui e riesce solo a ridere, fino a raggiungere la saturazione. Fino ad accorgersi, al pieno della sua disperazione, di possedere in sé una pericolosa arma di difesa per anni repressa. Lontano dall’essere un elogio alla violenza, Phillips e Phoenix fanno di Joker un racconto esasperato che grida contro le contraddizioni e l’ignoranza di una società apatica e massificata, che, privata dell’indispensabile umanità del singolo, si manifesta in tutta la sua crudeltà.

L’impresa di rappresentare il degrado esasperato e l’incongruenza della società moderna in Joker si concretizza, oltre che attraverso la straordinaria interpretazione di Phoenix, anche in una sceneggiatura, firmata da Todd Phillips e Scott Silver, cadenzata e realistica, in una fotografia, quella di Lawrence Sher, catturante e in una musica, di Hildur Guðnadóttir, trascinante e calzante, al punto che ogni dettaglio del film convoglia in misura sempre maggiore direttamente dentro la follia del protagonista. Quando il personaggio di Athur si trasforma in Joker la credibilità della storia è al suo culmine e il coinvolgimento è tanto scioccante quanto completo.

“Speriamo di aver creato un personaggio per il quale emozionarsi, per cui parteggiare, fino al punto in cui non sarà più possibile” ha detto il regista Todd Phillips.

Per quanto si possa parlare di una sorta di prequel dei film di Batman, Joker di Todd Phillips scavalca ogni canone di genere e riesce a tradurre in linguaggio cinematografico sublime il dramma interiore dell’uomo reso folle dall’inumanità del mondo. Un Leone d’Oro che non poteva essere in alcun modo evitato e che apre la strada a numerosi altri premi. Dal 3 ottobre nelle sale cinematografiche italiane distribuito da Warner Bros.

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