ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA | Se tutto va bene, abbiamo le ore contate

ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA | Se tutto va bene, abbiamo le ore contate

La recensione di Antropocene – L’epoca Umana

La prima cosa che potrebbe venire in mente guardando Antropocene è che, negli ultimi anni, il numero di documentari dedicati alla tematica dell’inquinamento è sensibilmente lievitato.
L’approccio in molti casi è simile: panoramiche su paesaggi da mozzare il fiato, incredibili dettagli che inquadrano le incredibili geometrie architettate da Madre Natura. Poi la rivelazione. Tutto quello che abbiamo visto sino a quel momento rischia di estinguersi, di essere contaminato da qualcuno o qualcosa, di rimanere relegato allo status di semplice rarità in qualche riserva naturale.

Un esempio calzante di quanto detto è Terra, lungometraggio Netflix che racconta il rapporto – sempre più conflittuale – tra essere umano e l’ambiente circostante.
Ed è proprio la sconfinata gamma di sottocategorie messa in campo dai magnati dello streaming che deve far riflettere sull’impegno dimostrato dalle produzioni cinematografiche per portare alla luce un problema sempre più pressante come quello dell’inquinamento.
A differenza di quei lavori però – o di inchieste come The Milk System – Antropocene parte subito con una tesi dagli effetti irreversibili: dopo 4,5 miliardi di anni, per la prima volta, il nostro pianeta sta mutando a causa della convivenza col genere umano. Ad essere messo in discussione è direttamente il sistema economico alla base del (presunto) progresso della nostra civiltà.

Antropocene

Allora Antropocene può essere tranquillamente inteso come una sorta di versione aggiornata della trilogia qatsi di Godfrey Reggio, un contenitore di esperienze e pratiche umane letali per il posto in cui tutti viviamo. Come in Human Flow di Ai Weiweila macchina da presa (in quel caso uno smartphone) si muove di continente in continente, testimoniando però non il percorso migratorio che si compie ad ogni latitudine, bensì la capacità (auto)distruttiva dell’uomo in ogni punto del globo.

Tra i momenti più interessanti, la sequenza spesa nella discarica di Nairobi, lì dove il capitalismo sembra aver deciso di nascondere sotto il tappeto tonnellate e tonnellate di rifiuti, setacciati poi con mestizia dagli abitanti della vicina bidonville, pur di racimolare pochi spiccioli necessari alla sopravvivenza. Il nocciolo del film è proprio lì. Spreco inverecondo e miseria atroce sono due estremi dello stesso sistema.
Antropocene quel sistema lo mette in discussione, ne evidenzia i limiti, ne porta a galla la potenza devastante.
Ed anche se gli innumerevoli esempi fatti durante il film non consentono un approfondimento specifico sulle singole questioni, la struttura del lavoro resta comunque efficace. Anche perché di sensibilizzazione su determinati temi ce n’è sempre bisogno. Ora è il momento di metterci, tutti, in discussione. Se rimandiamo ancora potrebbe essere davvero un lusso che non possiamo permetterci…

Voto: 7.5/10

Scheda Tecnica di Antropocene

REGIA: Jennifer Baichwal, Edward Burtynsky, Nicholas de Pencier
DURATA: 87′
GENERE: documentario
PAESE: Canada, 2018
MONTAGGIO: Roland Schlimme
MUSICHE: Rose Bolton
CAST: Alicia Vikander (voce narrante)

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