X-MEN: DARK PHOENIX | Più che Fenice Nera, una fenice… grigietta?

X-MEN: DARK PHOENIX | Più che Fenice Nera, una fenice… grigietta?

Recensione X-Men: Dark Phoenix

La maledizione del capitolo finale colpisce ancora in casa Marvel sponda X-Men. Quando la saga cinematografica sui mutanti ebbe inizio nel 2000, il consenso dei fan e della critica fu praticamente unanime nel definire X-Men di Bryan Singer uno dei cinecomic ante litteram meglio riusciti. Poi arrivò il secondo capitolo, che superò addirittura il capostipite. Grande attesa per il terzo episodio, la conclusione della saga: e fu incredibilmente fiasco. I corsi e ricorsi storici, si sa, fanno sempre ciò che possono, e così eccoci di nuovo nel 2011 ad apprezzare il magnifico X-Men: L’inizio. Si riparte da capo, addirittura si torna indietro alle origini di Xavier e Magneto, i due personaggi chiave, ognuno portatore della propria personalissima visione del mondo e della filosofia “mutante”.

X-Men: Dark Phoenix

Ma l’asticella si alza incredibilmente più in alto con quel gioiellino di X-Men: Giorni di un futuro passato, dove tutto il meglio della vecchia e della nuova saga sui mutanti si fonde per dare vita ad un film con un ritmo serrato e contornato da quel pizzico di introspezione dei personaggi che, seppur dotati di poteri sovrannaturali, restano sempre e comunque uomini. Qualcosa si incrina tuttavia con X-Men: Apocalypse (tranne per il sottoscritto che ringrazierà vita natural durante Bryan Singer per quella sequenza con “The Four Horsemen” dei Metallica). Ed eccoci arrivare finalmente al capitolo conclusivo, tanto atteso e desiderato dagli amanti della saga per come la conosciamo, vista l’acquisizione di Fox da parte della Disney. X-Men: Dark Phoenix arriva nelle sale, dove una minaccia fatale per i mutanti e l’umanità intera si nasconde nel corpo di Jean Grey, ma soprattutto nella sua mente.

X-Men: Dark Phoenix

Il problema sta proprio in questa minaccia, nascosta talmente bene che è quasi impossibile notarla. Per l’intera durata del film si ha l’impressione che tutto sommato non accadrà nulla di male ai nostri eroi: e la previsione si fa col passare dei minuti sempre più azzeccata. Jean, seppur estremamente potente ed instabile, presenta pochi veri spunti di riflessione sul suo personaggio, cosa a cui eravamo stati invece abituati da una serie di film che ha sempre fatto dei dialoghi e dell’attenta analisi dei sentimenti e delle emozioni uno dei suoi punti forti e di distinzione rispetto agli innumerevoli e stereotipati cinecomic che affollano i palinsesti cinematografici da troppi anni. Personaggi fondamentali della serie come Charles Xavier e Magneto vengono rilegati a ruoli marginali o inconcludenti, mentre la new entry interpretata da Jessica Chastain (povera lei) è talmente tanto superflua da essere relegata a mero pretesto narrativo.

X-Men: Dark Phoenix

Finisce di nuovo così dunque, per l’ennesima volta, la saga degli X-Men: nell’amarezza di vedere sprecata l’ultima occasione per dare un finale all’altezza a questa splendida serie di supereroi. I fan più accaniti troveranno probabilmente un appiglio su cui poggiare l’amore per i propri beniamini, sarebbe impossibile il contrario. Ma c’è poco da salvare in questo X-Men: Dark Phoenix, che può essere ben riassunto guardando alla sequenza del combattimento a bordo di quel treno diretto da nessuna parte, una metafora alquanto adatta a questo ultimo atto.

 

VOTO 6-

 

Dati tecnici di X-Men: Dark Phoenix

TITOLO: X-Men: Dark Phoenix
USCITA: 6 giugno 2019
REGIA: Simon Kinberg
SCENEGGIATURA: Simon Kinberg
DURATA: 114 minuti
GENERE: azione, fantascienza, avventura
PAESE: Stati Uniti D’America, 2019
CASA DI PRODUZIONE: Bad Hat Harry Productions, Donners’ Company, Kinberg Genre
DISTRIBUZIONE (ITALIA): 20th Century Fox
FOTOGRAFIA: Mauro Fiore
MONTAGGIO: Lee Smith
MUSICHE: Hans Zimmer
CAST: James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Sophie Turner, Jessica Chastain, Olivia Munn, Evan Peters, Evan Jonigkeit, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Alexandra Shipp, Kodi Smit-McPhee, Ato Essandoh, Daniel Cudmore, Scott Shepherd

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