I FIGLI DEL FIUME GIALLO | Il prezzo spirituale pagato dalla Cina nella sua corsa economica

I FIGLI DEL FIUME GIALLO | Il prezzo spirituale pagato dalla Cina nella sua corsa economica

Jia Zhangke torna nelle nostre sale dal 9 maggio con il suo I figli del fiume giallo, già presentato in concorso ufficiale al Festival di Cannes proprio lo scorso anno e passato anche al Torino Film Festival. L’acclamato autore cinese continua la sua profonda analisi della Cina contemporanea, alle prese con le innumerevoli contraddizioni di una società in continuo sviluppo ma ancora troppo divisa tra modernità e tradizioni. Una storia d’amore che si protrae in un lungo arco temporale e che porterà i protagonisti a scelte difficili, guidate dall’istinto e dal cuore.

I figli del fiume giallo

Qiao è una ballerina innamorata di un gangster, Bin, criminale di provincia dalle buone maniere e che onora le tradizioni in modo fermo ed irremovibile. La coppia vive un amore tormentato ai margini della società, distante anni luce dalla frenesia cittadina. In questo luogo lontano dalla modernità, la vecchia generazione di criminali percepisce un pesante senso di smarrimento poiché i giovani non conoscono cosa voglia dire onorare e rispettare chi li ha preceduti. È proprio così che, rimasta coinvolta in un combattimento tra bande locali insieme al suo amato Bin, la malcapitata Qiao esplode un colpo di pistola e viene rinchiusa in carcere per cinque lunghi anni. Una volta uscita di prigione, la donna ritrova il suo grande amore Bin, ma nel tentativo di riportare tutto com’era Qiao si accorgerà ben presto che niente di quello che aveva lasciato è rimasto ad attenderla, mutato inesorabilmente dal lento incedere del tempo.

 figli del fiume giallo

La storia de I figli del fiume giallo narra sicuramente dell’abbandono. Sia esso quello tra due amanti, sia esso tra periferia e città, il film di Jia Zhangke mostra gli effetti del tempo che segue il proprio corso senza mai guardarsi indietro, al pari di un fiume. Non è possibile fermarsi a giudicare le parti, chi abbia sbagliato e chi invece meriti la compassione dello spettatore: inermi contro il beffardo gioco del destino restiamo a guardare un amore che si sgretola davanti ai nostri occhi, capaci solo di immedesimarsi nei panni di chi ci è lontanamente più affine. È un mondo abitato da persone abituate a sfidare l’ordine costituito delle cose, quello de I figli del fiume giallo. Esseri umani che vivono da sempre secondo i principi morali della bontà e dell’ostilità, dell’amore e dell’odio. Solo l’intervento del tempo riesce ad incrinare l’impianto manicheistico della tradizione, perché chi non sta al passo col cambiamento viene lasciato indietro, solo con se stesso.

I figli del fiume giallo

Il dramma è vivo poiché vivi sono i personaggi che lo animano, i quali fanno scelte dettate dall’istinto e dalla convinzione di essere nel giusto. Jia Zhangke si limita a filmare con estrema rigorosità questo dramma, fornendo la dignità che spetta ai suoi protagonisti, inchiodati da una forza emotiva inattaccabile al luogo in cui agiscono. Eppure, chi ha la forza ed il coraggio di partire può essere giudicato nel torto? O sbaglia chi resta fermo nel proprio posto, mentre cerca nuovi stimoli per vivere? Solo la nostra esperienza di vita, di ogni singolo spettatore in sala, può fornire la risposta corretta.

 

VOTO 8

 

Dati tecnici di I figli del fiume giallo

TITOLO: I figli del fiume giallo
TITOLO ORIGINALE: Jiānghú érnǚ
USCITA: 9 maggio 2019
REGIA: Jia Zhangke
SCENEGGIATURA: Jia Zhangke
DURATA: 136 minuti
GENERE: drammatico
PAESE: Cina, 2018
CASA DI PRODUZIONE: Shanghai Film Group, Xstream Pictures, Huanxi Media Group, MK2, Huayi Brothers, Beijing Runjin Investment, Wishart Media, Enchant Pictures, Arte France Cinéma
DISTRIBUZIONE (ITALIA): CINEMA
FOTOGRAFIA: Éric Gautier
MONTAGGIO: Matthieu Laclau, Lin Xudong
MUSICHE: Lim Giong
CAST: Zhao Tao, Liao Fan, Xu Zheng, Casper Liang, Feng Xiaogang, Diao Yinan, Zhang Yibal

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