TRE VOLTI | Il ritorno del dissidente Panahi

TRE VOLTI | Il ritorno del dissidente Panahi

La recensione di Tre Volti

Tre Volti di Jafar Panahi è uno di quei film che si porta dietro un bagaglio pesante, un baule ingombrante colmo di retroscena, pericoli, militanze. Perché Jafar Panahi vive in Iran non da uomo libero.
E’ fatto ormai noto che, da ormai quasi dieci anni, il governo iraniano, dopo ripetuti arresti, gli abbia impedito di lasciare il Paese, costringendolo ad abiurare ogni tipo di mansione che lo riconduca al suo mestiere: fare cinema.

Ma Jafar Panahi è anche, paradossalmente, il simbolo della libertà. Perché ha dalla sua il fuoco dell’arte, che arde giorno dopo giorno e lo fa volare oltre i divieti, agendo e raccontando l’Iran in totale clandestinità.
Gira voce che il precedente Taxi Teheran fosse arrivato alla distribuzione europea dopo essere stato inserito in una chiavetta USB nascosta in una torta.
Il sapore della panna, del pan di Spagna che idealmente avvolge quella chiavetta, è anche e soprattutto il sapore della libertà. Perché non esiste repressione, se la mente è pienamente convinta di dover raccontare un’urgenza; non c’è soppressione, se c’è chi continua a leggere, scrivere, creare o filmare.Tre Volti

Jafar Panahi è allora il simbolo di quella così paradossale libertà. Ed è da icona che oramai si approccia ai suoi stessi film. In questo nuovo Tre Volti, Palma d’oro per la miglior sceneggiatura allo scorso Cannes, l’allievo di Abbas Kiarostami si riallaccia a quel modello di riflessione su sé stessi inaugrata già con This Is Not A Film, lavoro claustrofobico in cui si auto-documentava mentre lavorava in clandestinità.
Riconquistati gli spazi aperti, Panahi ritorna in quell’Iran arcaico in cui erano nati e cresciuti i suoi genitori, emblema di un Paese ancora lontano dalle innovazioni tecnologiche del mondo occidentale.
Ci ritorna alla ricerca di una ragazza scomparsa, riproponendosi di filmare un Panahi che fa i conti con le proprie stesse origini. Allora aspetto biografico e documentaristico si mescolano ancora una volta, intreccio narrativo e denuncia sociale diventano un tutt’uno in cui è difficile riuscire a separare le varie istanze.

Panahi si confronta con la Storia con la esse maiuscola, senza mai perdere di vista il suo punto di partenza.
E’ metacinematografia allo stato puro. Ma anche libertà e militanza politica.
Stai a vedere che i Tre volti del titolo sono tutti i suoi?

Voto: 9/10

La scheda tecnica di Tre Volti

TITOLO: Tre Volti
USCITA: 29 novembre 2018
REGIA: Jafar Panahi
SCENEGGIATURA: Jafar Panahi
DURATA: 100 minuti
GENERE: drammatico
PAESE: Iran, 2018
CASA DI PRODUZIONE: Jafar Panahi
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Cinema
FOTOGRAFIA: Amir Jafari
MUSICHE: Imaj Studio Tabriz
MONTAGGIO: Mastaneh Mohajer
CAST: Jafar Panahi, Behnaz Jafari, Merziyeh Rezaei, Maedeh Erteghaei

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