RFF13 | DAUGHTERS OF THE SEXUAL REVOLUTION | Le amazzoni al fianco dei guerrieri del football

RFF13 | DAUGHTERS OF THE SEXUAL REVOLUTION | Le amazzoni al fianco dei guerrieri del football

Il football americano è probabilmente la più grande metafora esistente dell’immaginario a Stelle e Strisce, in qualunque modo la si voglia vedere. Si combatte tutti uniti, guadagnando un centimetro di terreno alla volta, a piccoli passi verso la base nemica, ci si sporca, ci si fa male, si cade e ci si rimette in piedi sempre come un’unica indivisibile famiglia. La storia che però ci viene narrata stavolta è una di quelle passate in secondo piano, che non viene ricordata abbastanza tanto quanto meriterebbe. Daughters of the Sexual Revolution – The Untold Story of the Dallas Cowboys Cheerleaders sposta infatti l’attenzione proprio sulle ragazze che durante le partite stanno a bordo campo, sostenendo il proprio team. Le cheerleaders sono spesso nell’immaginario collettivo delle giovani bombe sexy che aizzano gli animi e i cuori dei tifosi sugli spalti, oltre che delle bamboline svampite. Mai pregiudizi come questi furono così estremamente sbagliati.

Daughters of the Sexual Revolution
Alcune delle protagoniste con il regista Dana Adam Shapiro

Il documentario comincia il suo arco narrativo dalla fine degli anni ’60, quando l’allora presidente dei Dallas Cowboys e ingegnoso uomo d’affari Tex Schramm decise di istituire la prima squadra di cheerleader tutte donne. Contrariamente a quanto si pensa infatti, inizialmente a bordo campo si esibivano un gruppo di ballerini di entrambi i sessi. Ma quando nel 1967 la stripper Bubble Cash scese la scalinata del Cotton Bowl Stadium in minigonna con in mano dello zucchero filato e la folla impazzì, Schramm intuì che fare esibire delle ragazze vestite in quel modo avrebbe giovato allo spettacolo offerto al pubblico. Nacquero dunque le DCC (Dallas Cowboys Cheerleaders), affettuosamente soprannominate dai tifosi le “America’s Sweethearts”, proprio per richiamare quello della prima squadra, “America’s Team”. Le ragazze non erano percepite come delle poco di buono mezze svestite, ma come delle dolci ragazze della porta accanto tutte da guardare e non toccare. Una sicura svolta per le donne di quel tempo, impegnate nella lotta per la loro emancipazione e per i loro diritti.

Daughters of the Sexual Revolution

Il ruolo principale di Daughters Of The Sexual Revolution tuttavia se lo guadagna Suzanne Mitchell, la direttrice del gruppo originale delle DCC, mamma comprensiva e sergente di ferro per tutte le giovani ragazze. Una lavoratrice indefessa, votata interamente alla sua professione e che ha svolto per diciotto ore al giorno ogni giorno della sua vita, fino all’arrivo nel 1989 del nuovo proprietario dei Dallas Cowboys, Jerry Jones. Un cambio di proprietà che stravolse quello che fu il team di cheerleaders più rivoluzionario di sempre e che mise fine ad un’epoca nella storia della franchigia texana e dell’intera National Football League. Perché quel primo gruppo di cheerleader non fu soltanto la diretta continuazione della rivoluzione sessuale iniziata negli anni ’60, fu molto di più. Fu un fatto di costume per gli Stati Uniti, comparirono in televisione decine e decine di volte facendo sempre il boom di ascolti. Le ragazze furono ospiti di show televisivi e di telefilm famosissimi, ma soprattutto negli anni offrirono conforto e un momento di svago alle truppe americane sparse nel mondo, composte da soldati che ogni giorno lottavano contro la depressione e il malessere della guerra.

Daughters of the Sexual Revolution

Nessuno sfruttamento dell’immagine in maniera sessista, nessun obbligo forzato ad esibirsi. Le ragazze erano fiere di appartenere ad una famiglia così unita, erano fiere di rappresentare la libertà della donna dell’epoca: la voglia e la consapevolezza di poter essere ogni giorno ciò che si voleva. Un’importantissima tappa nella società statunitense, raggiunta da trentasei ragazze sbucate dal nulla in grado di incantare per sempre uno Stato e un popolo interi.

 

VOTO 8,5

 

Dati tecnici di Daughters of the Sexual Revolution

TITOLO: Daughters of the Sexual Revolution – The Untold Story of the Dallas Cowboys Cheerleaders
REGIA: Dana Adam Shapiro
SCENEGGIATURA: Dana Adam Shapiro
DURATA: 86 minuti
GENERE: documentario
PAESE: Stati Uniti d’America, 2018
FOTOGRAFIA: Doug Emmett, Drew Xanthopoulos
MUSICHE: Michael James
MONTAGGIO: Miranda Yousef

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