L’AMICA GENIALE | Una storia tutta italiana

L’AMICA GENIALE | Una storia tutta italiana

L’attesissima serie L’amica geniale è stata presentata Fuori Concorso alla 75a Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Ormai esiste solo una linea sottile tra serie televisive e film. Anche in concorsi più tradizionali come il Festival di Venezia è facile trovare pellicole che hanno un sapore di serie (per esempio quello firmato dai Fratelli Coen: The Ballad of Buster Scruggs, distribuito in sala e su Netflix in contemporanea) e serie televisive che non hanno niente da invidiare ai film. E questo è il caso de L’Amica Geniale, tratto dal libro omonimo di Elena Ferrante. Soggetto e sceneggiatura sono firmati dalla stessa autrice con Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo.

Elena Ferrante è stata molto vicina al progetto – ammette Francesco Piccolo -, quasi una sorvegliante che aiuta nella trasposizione. Abbiamo lavorato come si lavora a un film. Una grande scrittrice accompagnata da un grande autore, Saverio Costanzo. Volevamo esprimere le idee del regista

Serie prodotta da HBO, Rai Fiction e TimVision, da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango in co-produzione con Umedia, presenta, già dalla sfilza di produzioni che partecipan,o la grandiosità dell’idea che si vuole ricreare.

Da un punto di vista produttivo ha funzionato molto bene – dice Domenico Procacci – In altri Paesi associarsi è la normalità, qui in Italia è sempre un po’ difficile. Quando ho preso i diritti dei libri, che all’epoca erano due, ci è sembrata un’idea interessante e la Rai poteva essere l’interlocutore migliore. Poi Elena Ferrante ha iniziato a vendere in tutto il mondo e la HBO ha accettato di far parte del progetto. Questa composizione è rara e molto importante.

La storia inizia quando Lila, donna anziana, scompare senza lasciare traccia. Elena quindi, sua coetanea che vive in una casa piena di libri, accende il computer e inizia a scrivere della loro amicizia, nata sui banchi di scuola degli anni ’50. Ambientato in una Napoli pericolosa e affascinante, inizia così un racconto che copre oltre sessant’anni di vita e che tenta di svelare il mistero di Lila, l’amica geniale di Elena. La sua migliore amica. La sua peggiore nemica.

La storia è una bellissima storia italiana. – racconta Lorenzo Mieli di Wildside – Ho chiesto a Domenico Procacci di poter far parte del progetto e poi sono andato dall’HBO che ha accettato spingendoci ad essere più autentici e italiani possibili

I numeri produttivi sono imponenti. 150 attori, 5000 comparse, un casting durato 8 mesi in cui sono stati provinati 8000 bambini e 500 adulti provenienti da tutta la Campania, attori professionisti e non, ragazzi cercati nelle scuole di tutti i quartieri tra cui la spuntano Margherita Mazzucco (Elena) e Gaia Girace (Lila). Grandi i numeri anche per la ricostruzione del Rione, set principale della serie: 150 persone hanno ricreato 20000 metri quadrati di set in oltre 100 giorni di lavorazione. Sono state costruite 14 palazzine, 5 set interni, una chiesa e un tunnel. 1500 i costumi utilizzati.

Il reparto di produzione si è avvalso anche di Paolo Sorrentino e Jennifer Schuur come produttori esecutivi.

Come le storie più importanti della letteratura mondiale, si parte da un racconto locale che diventa universale. Si parla di educazione, di amicizia, di donne, ma non solo. Il romanzo è così ben descritto e cadenzato che permette di raccontare tutto, anche ciò che succede all’esterno, ma senza che il nucleo centrale sfugga di mano. Ci sono i sentimenti universali, che spesso sono la chiave di svolta di un grande successo, però possiamo dire che in questi due episodi il deus ex machina non è altro che la maestra, un ruolo fondamentale nella società. Un tempo l’educatore aveva una parte fondamentale nella vita del bambino, qui viene evidenziato sin dalla prima scena. La maestra dà la possibilità alla storia di avviarsi, lei cambia la vita dei bambini.

L’amica geniale e un’opera profondamente politica perché ti accorgi di ciò che non hai più. Quando una maestra può cambiare la vita di due bambine ti accorgi del valore dell’anima e della conoscenza. Ti accorgi che stai guardando qualcosa che non hai più, qualcosa che dovrebbe esserci. Quindi fa diventare la storia profondamente contemporanea.

I personaggi sono chiari e ricalcano alla perfezione quelli del libro. La recitazione delle bambine protagoniste è densa e piena. La voce narrante dà una continuità dolce e calda alla storia, legando le varie fasi della vita delle ragazze.

Sicuramente una serie ricca di spunti e riflessioni, che dà la possibilità di vedere uno scorcio di Italia che fa parte del nostro passato e delle nostre radici, che ci mette davanti a ciò che abbiamo guadagnato e ciò che abbiamo perso con la modernità, che ci fa capire che il microcosmo e il macrocosmo non sono sempre così distanti.

Il 30 settembre, 1 e 2 ottobre i primi due episodi saranno proiettati in sala. La serie andrà in onda ad Ottobre sulla Rai e in contemporanea mondiale.

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