SUSPIRIA | Donne potenti e malvagie

SUSPIRIA | Donne potenti e malvagie
Mia Goth as Sara and Dakota Johnson as Susie star in Suspiria

Suspiria di Luca Guadagnino, remake del celebre film omonimo diretto da Dario Argento, è presentato alla 75a Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Chi di noi non ha un film preferito, uno di quelli che avremmo voluto dirigere, scrivere o intepretare, uno di quelli che ti cambia la vita? Per Luca Guadagnino questo film è Suspiria di Dario Argento. A dieci anni si è innamorato della locandina attaccata alla bacheca di un cinema. È passato e ripassato mille volte da quelle parti solo per ammirarla e sognare di vedere il film, fino a quando finamente a 13 anni lo ha visto ed è rimasto folgorato. Da quel momento il suo pallino è sempre stato quello di dirigerlo, di fare un suo personalissimo Suspiria fino a che, dopo il successo di Call me by your name, ha sentito che era arrivato il momento.

Suo compagno di viaggio è il produttore Marco Morabito, che sapeva del progetto fin dall’inizio. E’ passato più di un anno prima che potesse avere i diritti per poter fare il remake e solo l’ossessione di Luca Guadagnino lo ha convinto a non mollare la presa. Dopodiché si sono aggiunti alla squadra il produttore Brad Fischer e lo sceneggiatore David Kajganich

Il regista e lo sceneggiatore hanno concordato subito che il film avrebbe avuto luogo nel 1977, anno in cui Dario Argento ha distribuito la pellicola. La scelta è ricaduta in quegli anni non solo per un fatto affettivo, ma per inserire i personaggi in un contesto sociale tumultuoso.

La linea narrativa parte come l’originale. Una giovane ballerina americana di nome Susie (Dakota Johnson) arriva a una scuola di danza in cui dimorano un gruppo di streghe. Mentre il film di Argento però è ambientato a Freiburg, una piccola cittadina tedesca, quello di Guadagnino è inserito in una Berlino divisa in due in cui gli attacchi terroristici dell’estrema sinistra raggiungevano i picchi più alti. Un parallelismo che si può notare nella consapevolezza di scoprire la vera natura della compagnia di danza e la coscienza mondiale che stava aprendo gli occhi. Inoltre è ben presente anche il movimento femminista che in quegli anni stava avendo il suo apice.

Abbiamo voluto esprimere la figura femminile archetipica della strega – dichiara Guadagnino – mostrando così una varietà di personaggi femminili con grande potere e per niente vittime.

Il personaggio principale, Susie, interpretato da Dakota Johnson, si sente un pesce fuor d’acqua nella sua terra d’origine. Non riesce a integrarsi da nessun punto di vista. Né la religione, né le persone e tantomeno le regole di quel posto si adattano al suo carattere. Lei vuole esplorare il mondo e la sessualità. Ovviamente non è facile parlare del personaggio nel dettaglio senza spoiler, quindi possiamo fermarci dicendo solo che questa Susie non è proprio una persona ingenua e si percepisce nel film quando, appena arrivata, riesce a diventare prima ballerina della compagnia.

Altro ruolo prominente nella storia è quello di Madame Blanc interpretato da Tilda Swinton. Una coreografa ma anche la leader della Helena Markos Dance Company, un’insegnante molto carismatica che cerca di ispirare vero amore e devozione per la danza. Ma purtroppo ha fatto un patto, un accordo con il soprannaturale per preservare la compagnia e ne vive tutte le conseguenze. “Dobbiamo rompere il naso ad ogni cosa bella” dice Madame Blanc.

Il personaggio è reso credibile proprio dalla sua dualità. Lei è la coreografa ma non si è mai staccata completamente da questo mondo, le ballerine la adorano eppure non è lei che guida le streghe. Questo tormento interiore che traspare molto dalle espressioni è ciò che fa propondere dalla sua parte, rende credibile il personaggio che all’apparenza è freddo e poco amorevole.

La fotografia di Sayombhu Mukdeeprom sottolinea colori freddi, assolutamente lontani da quelli vividi e super saturi del precedente. Sembra quasi un film girato in quegli anni con una grana e una luce tipica dell’epoca. L’ispirazione deriva soprattutto dai film del regista tedesco Rainer Fassbinder. La palette dei colori, usati anche per i costumi di Giulia Piersanti, include una varietà di grigi e marroni, ruggine, verdi e celeste.

La scenografia di Inbal Weinberg è assolutamente realistica negli ambienti della scuola, delle case e gli esterni. Questo contrasta molto con i momenti di stregoneria e magia, e rende la parte horror più inquietante.

Le coreografie permeano di forza e di istinto, le energie sembrano arrivare dalla torsione della carne, dal rumore delle ossa e dello scorrere del sangue. Niente di bello, solo un gran movimento primordiale. Il ballo rappresenta anche il potere delle streghe, il loro linguaggio verso il mondo.

Il ritmo viene cadenzato dal montaggio di Walter Fasano. Le scene alternate, quelle di stregoneria, sono montate magistralmente. Ci sono alcune scene davvero complicate, che sono state viste e riviste al montaggio per almeno 6 settimane, per avere solo tre minuti.

Thom Yorke, autore delle musiche, non ha avuto un compito facile. Le musiche di Goblin del film di Argento sono rimaste nell’immaginario collettivo, però l’autore non ha voluto copiare o ricalcare, ma cercare qualcosa di suo.

Non c’era nessun modo di fare riferimenti all’originale – spiega Yorke – Nel film di Argento però hanno usato ripetizioni e questo mi ha fatto accedere al mio processo, che può essere ipnotizzante, adatto per fare incantesimi. Era una libertà che non avevo mai avuto.

Videa si è aggiudicata la distribuzione del film in contemporanea mondiale ad ottobre 2018.

Voglio che le persone riflettano sulla relazione con le loro madri. – conclude Guadagnino – E voglio che vedano l’estremo potere delle donne, forti e motivate. Non sono vittime. Sono complesse, fantastiche, inquietanti, potenti e qualche volta malvagie.

Dakota Johnson stars in SUSPIRIA
Photo: Sandro Kopp/Amazon Studios
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