LE GUERRE HORRENDE | Il grandguignol della guerra

LE GUERRE HORRENDE | Il grandguignol della guerra
Le guerre horrende

La recensione di Le guerre horrende

Riecheggia in sala la eco di un grido, rimbomba forte tra le pareti insonorizzate che garantiscono silenzio sacrale allo spettatore. E’ l’urlo struggente di Cosimo Cinieri, che da Quartucci a Carmelo Bene arriva fino ad oggi, al cinema, passando per Bertolucci, arrivando arricchire il coraggiosissimo Le guerre horrende di Luca Immensi e Giulia Brazzale.

Prodotto da Esperimentocinema, il secondo lavoro della coppia – l’esordio era stato con Ritual – Una storia psicomagica – parte da un assunto machiavellico per denunciare le brutalità della guerra. La base è una omonima pièce di Pino Costalunga, recuperata per effettuare una riflessione profonda sul (non)senso della violenza, sulla pericolosa linea che divide il patriottismo dal nazionalismo, una condanna agli -ismi quanto mai attuale in un momento in cui sovranismo e terrorismo sembrano essere l’evoluzione 4.0 di demoni antichi, novecenteschi, prebellici.

Le guerre horrende

Del lavoro di Costalunga la sceneggiatura di Livio Pacella e degli stessi registi ripropone la «damnatio memoriae», la tendenza a voler dimenticare il dolore, nascondendolo spesso sotto un tappeto. Così Le guerre horrende mantiene una impalcatura da fiaba medievale, di favola dark che tenta di mescolare linguaggio filmico e teatrale, poggiando le proprie architravi sulla lingua veneta.

La relazione col territorio è epidermica, tant’è che il Ministero dei Beni Culturali, in partnership con la regione Veneto, vista la vittoria del Leone di Vetro alla Mostra di Venezia 2016, ha deciso di etichettare il lavoro come di «interesse culturale nazionale», incanalandolo di fatto in una prassi, quella della divulgazione storica, che ha radici lontane.

Il pensiero corre infatti alle sperimentazioni sul tema portate avanti da Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi (Su tutte le vette è pace) o, ancor prima, a pratiche di riuso pionieristicamente proposte negli anni ’60 dalla RAI – tra cui Tutti quei soldati di Morassi e Quarantotti Gambini, documentario di montaggio trasmesso nel 1961 per inaugurare RAI 2 -.
A differenza di quei casi, in cui l’elemento determinante era la matrice documentaristica della trattazione, ne Le guerre horrende si assiste ad un grandguignol che fa dell’impianto teatrale lo strumento privilegiato per giungere ad una catarsi non sempre efficace ma senza dubbio di straordinaria valenza politica.

 

Voto: 6/10

Dati Tecnici di Le guerre horrende

TITOLO: Le guerre horrende
REGIA: Luca Immensi e Giulia Brazzale
SCENEGGIATURA:Luca ImmensiGiulia Brazzale e Livio Pacella
DURATA: 76′
GENERE: drammatico
PAESE: Italia, 2018
CASA DI PRODUZIONE: Esperimentocinema
FOTOGRAFIA: Ivo Lucchin
MONTAGGIO:Luca Immensi e Giulia Brazzale
CAST: Livio Pacella, Désirée Giorgetti, Dario Leone, Milton Welsh, Cosimo Cinieri, Anna Bonasso, Fabio Benetti, Simone Longo, Patrizia Laquidara, Francesca Arri, Beatrice Zen

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