Chiaiano non c’è spazio per l’abusivismo. Abbattuto dopo 12 anni, manufatto in via Toscanella

Chiaiano non c’è spazio per l’abusivismo. Abbattuto dopo 12 anni, manufatto in via Toscanella

Abusivismo edilizio a Napoli, una storia lunga e difficile da cancellare. Se ne accorse anche il regista napoletano Francesco Rosi che negli anni ’60 volle raccontare questa triste realtà in un film dal titolo: “Le mani sulla città”; una pellicola, che fece molto scalpore per i suoi alti contenuti legati al malcostume della società e soprattutto delle amministrazioni locali, in cui emerge tra interessi personali vari, la mano devastatrice dell’uomo sulla Natura che è continuata anche negli anni successivi. Da Pianura a Soccavo, da Posillipo al Vomero passando per i Camaldoli e Chiaiano, il problema si è allargato a macchia d’olio.

Ultimo scempio, la cronaca lo registra proprio a Chiaiano, quartiere periferico che sorge a nord del capoluogo campano. In via Toscanella, in una viuzza che porta ad una vecchia masseria è stato abbattuto un vecchio manufatto. Il cartello inizio lavori segnala: anno 2004. A comprare  quel pezzo di terra incriminato fu allora un comune cittadino di Secondigliano che, precisiamo pur non avendo non ha nulla a che fare con la masseria sopra citata, volle costruire una casa per la sua famiglia. Quando però i lavori dell’edificio erano a buon punto, intervennero i vigili  dell’ antiabusivismo, i quali apposero i sigilli alla struttura e denunciarono il proprietario.

La vicenda ha avuto il suo epilogo pochi giorni fa, quando sul posto si sono ripresentate le squadre antiabusivismo del Comune per completare i lavori di abbattimento della struttura. Conseguenze? Per la messa in sicurezza ci sono voluti ben 2 giorni con gravi disagi per i residenti. Inoltre, il proprietario ha dovuto pagare di tasca proprio i costi dell’intero abbattimento, chiamando una ditta locale.

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