Napoli ricorda Silvia Ruotolo, vittima innocente della criminalità organizzata

Napoli ricorda Silvia Ruotolo, vittima innocente della criminalità organizzata

Sono passati 19 anni da quella maledetta giornata, ma la memoria nel ricordo di Silvia Ruotolo, la donna uccisa da un proiettile vagante alla testa in una sparatoria avvenuta nel quartiere Arenella, a Napoli, è sempre viva.

La signora sposata con un onesto e bravo ingegnere, era la cugina del giornalista Sandro Ruotolo. In quella tragica giornata dell’11 giugno del 1997 perse la vita anche un certo Raimondi del clan Cimmino e ferito un giovane passante.

Alla commemorazione, che si è svolta  in piazza Medaglia d’Oro e celebrata con una Messa dai parroci Don Ciotti e Tonino Palmese, erano presenti: il marito Lorenzo Clemente, i due figli, Francesco e Alessandra, riconfermata consigliere comunale, il questore Marino e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il quale, nel suo breve discorso, si è scagliato contro i camorristi.

Quando accadde il triste episodio, ha ricordato il sindaco, lui era magistrato a Catanzaro e rimase turbato dalla morte  di una donna innocente. ” Tutti insieme – ha sottolineato il sindaco – dobbiamo lavorare affinche nasca una nuova generazione senza la Camorra”.

Per la cronaca, ricordiamo che i responsabili di quello orrendo omicidio furono arrestati. Uno di loro, Rosario  Privato, che abitava a Cappella Cangiani, nella zona alta della città, fu ammanettato in Calabria mentre era intento a prendere il sole in spiaggia. Il mandante si beccò invece l’ergastolo ed attualmente vive sulla sedia a rotelle.

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