Uomo deceduto nel corridoio dell’ospedale Cardarelli di Napoli dopo un intervento ben riuscito al femore

Uomo deceduto nel corridoio dell’ospedale Cardarelli di Napoli dopo un intervento ben riuscito al femore

cardarelli1-600x300È una storia che ha quasi dell’incredibile quella successa nella notte tra giovedì e venerdì all’Ospedale Cardarelli di Napoli. Francesco D.M., un uomo di 68 anni, si era recato poco più di una settimana fa all’Ospedale del capoluogo della Campania dopo aver subito la frattura del femore. L’anziano, dopo essere stato ricoverato, era stato operato proprio giovedì pomeriggio nella struttura ospedaliera. L’intervento era riuscito bene e il paziente era stato riportato nel reparto dove stava riprendendo le forze giocando anche a carte con la moglie. Durante la notte però le sue condizioni si sono aggravate e intorno alle 3 i medici dell’Ospedale hanno preso la decisione di trasferirlo nel reparto di Medicina d’urgenza. Sistemato su una barella è stato però lasciato temporaneamente per tre ore nel corridoio in attesa di essere collocato nel reparto delle emergenze per essere assistito e monitorato. Attaccato a una flebo ed essendo molto debole è però deceduto ancora prima che i medici potessero prestargli soccorso. I dirigenti hanno subito informato l’autorità giudiziaria chiedendo un’autopsia sul corpo dell’uomo ma la Procura ha già aperto un’inchiesta sull’accaduto.

La domanda, dopo tutti questi casi di malasanità, è d’obbligo. È stata negligenza? Sicuramente un paziente in uno stato di emergenza non può e non deve essere lasciato in attesa ma dovrebbe esserci un immediato intervento sul malato. L’ipotesi portata avanti dalla Procura è quella di omicidio colposo e le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio. Nonostante non ci sia nessun iscritto nel registro degli indagati è molto probabile che saranno mandati degli avvisi di garanzia.
A commentare l’accaduto attraverso una nota è stato il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio il quale ha dichiarato che “il reparto medicina d’urgenza, lo dice la parola, deve curare le urgenze. Peccato che in quel reparto per 70 malati c’è un solo medico di turno di notte”.

di Enrica Iacono

25 febbraio 2015

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