“Father and Son” al Bellini di Napoli, Serra, Bisio e Gallione, padre e figlio tra satira e riflessione

“Father and Son” al Bellini di Napoli, Serra, Bisio e Gallione, padre e figlio tra satira e riflessione

Father-and-sonIntenso, intelligente, esilarante, Claudio Bisio è il protagonista del nuovo spettacolo del Teatro dell’Archivolto. “Father and Son” ispirato, a “Gli Sdraiati” e “Breviario Comico” di Michele Serra, racconta il rapporto, lo scontro generazionale, di pensiero, di identità, le difficoltà comunicative di un padre, con il proprio figlio. Diretto con sapienza, attraverso una scenografia carica di spunti e pretesti per astute riflessioni da Giorgio Gallione, Bisio è accompagnato in questo intenso viaggio, dai musicisti Laura Masotto alviolino e Marco Bianchi alla chitarra. “Interpreto un padre che annaspa – spiega Claudio Bisio – alla ricerca di un dialogo con il figlio, nativo digitale. Un ruolo non lontano dalla mia vita – racconta – dato che ho due figli di 19 e 17 anni e quindi capisco le cose che raccontiamo nello spettacolo. In scena – continua – il figlio non è presente ma viene costantemente “evocato” (peraltro i due eccellenti musicisti che mi accompagnano sul palco, il chitarrista Marco Bianchi e la violinista Laura Masotto, a livello subliminale lo evocano ulteriormente nella mente degli spettatori, vista la loro giovane età). Il risultato – conclude – è una sorta di confessione allo specchio, catartica per questo padre così libertario, intelligente, curioso, disponibile, “diversamente giovane”, che pure non riesce a instaurare il dialogo che vorrebbe con il proprio figlio. Bisio guida lo spettatore attraverso un complesso confronto ta giovani e meno giovani, tra ieri ed oggi, il passaparola ed internet. Le ansie, le smanie, i vizi, le abitudini di una generazione a tratti incomprensibile, attraverso gli occhi di chi per anni, ha rappresentato un’altra generazione, altrettanto sorda e incomprensibile. Gli spunti satirici e poetici di Michele Serra fanno il resto, in uno spettacolo a metà tra l’astuta riflessione e la frenetica, spigliata, pungente “critica di generazione”.

Paolo Marsico
31 gennaio 2015

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