“Le tre verità di Cesira”, con Rino Di Martino al Piccolo Teatro Bellini di Napoli

“Le tre verità di Cesira”, con Rino Di Martino al Piccolo Teatro Bellini di Napoli

Le-tre-verità-di-CesiraAl Teatro Piccolo Bellini di Napoli, Rino Di Martino è il protagonista di “Le tre verità di Cesira”, di Manlio Santelli, con la regia di Antonello De Rosa. Produzione T.T.R (Il teatro di Tato Russo), “Le tre verità di Cesira”, è uno spettacolo breve, ma molto intenso, interamente incentrato sulle straordinarie doti artistiche di Rino Di Martino, nei panni di Cesira, una donna come tante altre, se non fosse per un “lieve” tratto distintivo, i baffi.

Cesira è una donna con i baffi, e davanti a quella che immagina essere la macchina da presa di un noto canale televisivo, offre tre versioni, riguardo l’origine di questa sua bizzarra peluria. Uno scherzo della natura, o magari la triste cicatrice di un tragico ricordo. Manlio Santelli, affronta in questo testo, il lieve tratto che può distinguere un uomo da una donna, atteaverso la persona, la vita, i gesti, le voci, i ricordi, di Cesira, una donna, tanto diversa, quanto immensamente vicina a tante, tantissime donne.

“Una comicità che apre amari squarci sulla verità – racconta Antonello De Rosa – la verità sulla condizione esistenziale della protagonista, sulla condizione sociale, la verità dell’ambiguità del linguaggio e della comunicazione. La scena lentamente si riempie di voci, suoni, immagini – continua – e Cesira risponde,parla,ride,grida,insulta,si agita,sempre oscillante tra il riso e il pianto, tra il comico e il tragico.

Ho voluto una messinscena semplice – conclude De Rosa – scarna, tutta centrata sul corpo/attore, e un sapiente gioco di luce aiuta a creare uno spazio ideale dove possono prendere corpo le fantasie e il suo racconto, dove anche il reale è destinato a sfumare nel sogno e la verità nella finzione”. Santelli, Di Martino, e l’accorta regia di Antonello De Rosa, raccontano Cesira e la sua vita, attraverso tre storie, sui suoi tanto assurdi baffi. Una donna, il suo corpo, la sua vita.

Paolo Marsico
3 dicembre 2014

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