In scena al Pozzo e il pendolo, fino al 23 novembre, La canzone di Filomena di Maurizio de Giovanni

La-canzone-di-FilomenaNapoli. Ieri sera presso il teatro il Pozzo e il pendolo, in Piazza san Domenico 3, è andata in scena l’opera teatrale La canzone di Filomena, scritta da Maurizio de Giovanni. L’opera è tratta dalla trilogia di racconti per la Spartaco, “Gli altri fantasmi”, pensata per il teatro. In questa “trilogia della sospensione tra la vita e la morte”, come la definisce nell’introduzione il regista Francesco Saponaro, “c’è la città coi suoi vagheggiamenti e le sue ferite che non si rimarginano”. Uno dei testi dello scrittore forse più struggente, ma come sempre emozionante e ricco di spunti di riflessione. A prendere la parola, la voce narrante, interpretata dall’attrice Rosalba Di Girolamo “Vi voglio raccontare una storia. Ve la voglio raccontare stanotte, che questo vento caldo scuote le imposte e la pioggia martella quel che rimane dei vetri”. Ci addentriamo, grazie al testo, nella Napoli Anni ’30, attraverso le corse di Filomena per cercare cibo sufficiente per sfamare i cinque fratelli. È anagraficamente una bambina, 12 anni, ma diventata vecchia per il peso del dolore, ha conosciuto troppo presto anche la condanna di essere amati, nel modo sbagliato. Nonostante tutto, lei non odia nessuno. Filomena è una bambina dagli “occhi grandi senza lacrime, bocca chiusa, serrata a non lasciare uscire un sospiro”. Attraverso questa narrazione, scopriremo ancora uno scorcio di Napoli. Incontreremo, infatti, l’unica Santa napoletana canonizzata, Santa Maria Francesca, la vergine delle stigmate, la santa della fertilità, quella a cui si rivolgono le donne sterili che hanno bisogno di un aiuto per la gravidanza. La bambina andrà a trovare il volto della Santa, incuriosita dalle parole di una vecchia mendicante, incontrata durante una notte di pioggia, che sostiene di riconoscere il volto di Santa Maria Francesca in quello di Filomena.

La-canzone-di-Filomena2jpgPer i lettori appassionati dei romanzi di de Giovanni, sarà facile riconoscere lo stile della descrizione dei personaggi, tale da farti affezionare, rendendoti partecipe del loro dolore e delle loro emozioni. Dimostrando ancora una volta la sua abilità, anche con poche battute, a far immergere il lettore perfettamente in una Napoli diversa, lontana dai nostri giorni, ma che ha conservato le tradizioni e alcune caratteristiche del DNA partenopeo, come la solidarietà della gente: “i giorni che seguirono dimostrarono l’anima del vicolo, che in quegli anni poveri riscaldava più del fuoco”.

Lo spettacolo è in programmazione tutti i fine settimana dal 1 al 23 novembre. Il cast è formato da Rosalba Di Girolamo, Floriana Cangiano e Rocco Zacagnini La regia è curata da Annamaria Russo, i costumi sono di Tonia Rendina e il suggestivo disegno luci da Amedeo Carpentieri, che ha reso l’atmosfera molto reale al testo.

di Emilia Ferrara
2 novenbre 2104

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