Presepe vivente a Napoli: tra religione e teatralità spunta quello del ” Casale” di Posillipo

Grande numero di visitatori per assistere dal vivo alla natività di Gesù Bambino.

Anche quest’anno, puntualmente, a Napoli, nel piccolo e storico borgo del Casale di Posillipo, si è svolto la rappresentazione del “Presepe vivente.” La manifestazione giunta alla sua 11esima edizione, si è andata consolidando nel tempo, tanto da avere, ogni anno una sempre maggiore attenzione da parte di molti visitatori, provenienti da altre zone dellla città.

L’iniziativa va avanti da diverso tempo ormai e ne siamo fieri” – ci dice Marcello Matrusciano, uno dei componenti del comitato organizzativo, composto anche dal parroco della chiesa di Santo Strato, Don Mauro Conte, Salvatore Rossi, Pietro Matrusciano, Raffaele Porpora, Ciro Lenti, Roberto Cocozza, Strato Cotugno, Enzo Di Pinto. ” Questa manifestazione del “Presepe vivente” qui nel piccolo borgo del Casale di Posillipo non solo fa rivivere ai fedeli il mistero del Natale –  ci dice il parroco della chiesetta del Casale,  Don Mauro Conte – ma  offre occasione a tanta gente proveniente da lontano di conoscere  questo luogo storico e pittoresco di Posillipo, abbinato alla generosa, cordiale, accoglienza dei suoi abitanti. Questa rappresentazione è stata possibile grazie soprattutto ad un lavoro lungo e faticoso. Si è incominciato a preparare tutto già ai primi di settembre, con i vari passaggi ed allestimenti delle scene che sono state rese possibili grazie al grande contributo e alla professionalità della scenografa Patty Schisa e la collaborazione di tutti gli abitanti. Testi e regia sono state affidate alla bravura dellla famosa regista Antonella Manzo ” Quando mi proposero come regista per questa rappresentazione, accettai senza esitare. In poco tempo, grazie alla mia lunga professionalità in campo teatrale, sono riuscita ad allestire un discreto gruppo – ci dice la veterana regista”.

Quest ‘opera teatrale, oltre al messaggio evangelico, presenta molte immagini commoventi, accompagnate logicamente da un pizzico di teatralità, ispirato al ‘700, perchè il presepe autentico è più triste.  Questa genere di rappresentazione scenica sembra invece essere nata per i napoletani: è alllegra, gioiosa, si canta e perfino si balla.” – conclude Antonella.
 La manifestazine che si è svolta in due giornate ( 26 – 27 dicembre)  è stata realizzata con il sostegno dell’ Amministazione Provinciale di Napoli e la collaborazione di due sponsor. ” Esposito.” Tutto si è svolto in perfetto sincronismo.
Ogni gruppo di visitatori, è  stato guidato da un narratore che ha presentato le 10 tappe in cui si è articolato l’avvenimento: donne panettieri, il mercato, l’osteria, le ovaiole, l’arotino, i pescatori e la grotta con l’asinello, il bue e la “sacra famiglia” con il bambino Gesù, Giuseppe e Maria nella mangiatoia.

Poi tanti altri personaggi dell’epoca, fino ai re Magi per un totale di 150 attori,  tutti volontari, con un  obiettivo comune: fare teatro, divertirsi ed amare Gesù.

servizio  di  Luigi Rubino

27 dicembre 2011



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