“Il Teatrino di Don Cristobal” di Federico Garcia Lorca, al “Nuovo Teatro Sanità” di Napoli

“Il Teatrino di Don Cristobal” di Federico Garcia Lorca, al “Nuovo Teatro Sanità” di Napoli

teatrino-Don-Cristobal-Federico-Garcia-LorcaIrriverente, poetico, perfetto equilibrio tra sogno e realtà, “Il Teatrino di Don Cristobal”, di Federico Garcia Lorca, ha chiuso la stagione teatrale del “Nuovo Teatro Sanità” di Napoli, presentando al pubblico l’ennesimo, avvincente evento targato “Imprenditori di sogni”.

In scena, Patrizia Di Martino, Niko Mucci, Marcella Vitiello, Francesco Saverio Esposito, Sara Missaglia e Fabio Balsamo, affiatati quanto meravigliosamente bravi, prestano vita, voce, magia ai personaggi di Garcia Lorca, per la regia, attenta e coraggiosa di Marcella Vitiello. “Uno spettacolo adatto ai più piccoli – recita l’introduzione all’evento – così come ai grandi, crudo e diretto e, al tempo stesso, sognante e romantico”.

Contenitore di vita, intrigo e speranza, “Il Teatrino di Don Cristobal”, è una luce onirica, che investe lo spettatore, accompagnandolo in un dolce viaggio, tra realtà e visione, amore e passione, ironia ed ispirazione. “El retablillo de Don Cristobal – racconta Marcella Vitiello – andato in scena per la prima volta nel 1931, è una farsa guignolesca, termine che nasce dal nome di una marionetta chiamata appunto Guignol dal carattere protervo, forte, coriaceo, impertinente e irriverente che difendeva con fermezza i propri diritti sui potenti. Non a caso – continua – Federico Garcia Lorca amava citare spesso una frase di Neruda (Yo sé poco, yo apenas sé) per ricordarci quanto fosse vicino a coloro che nulla avevano e nulla avrebbero mai avuto dalla vita, neanche la pacifica serenità della condizione del nulla. Il teatrino di don Cristobal – conclude – parla a tutti loro, con semplicità, freschezza, divertimento. “Imprenditori di sogni”, offre al pubblico l’ennesima gemma di un percorso fatto di ricerca, studio e sacrificio. Un percorso spesso tortuoso, ma proprio per questo ancor più intrigante ed appassionato, che nasce da un idea, illuminante, condivisa, con un solo, ancor più condiviso obbiettivo, un palco, le luci, la magia del teatro.

Paolo Marsico
4 giugno 2014

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