“A’ Chiena”, di Ivan Luigi Antonio Scherillo e Diego Sommaripa al “Theatre de Poche” di Napoli

“A’ Chiena”, di Ivan Luigi Antonio Scherillo e Diego Sommaripa al “Theatre de Poche” di Napoli

A-chienaAniello Santonastaso, è un boss ormai agli sgoccioli, “scavalcato” in quell’organizzazione che per anni ha guidato con ingegno ed autorità, devoto al limite dell’irrazionale a Padre Pio ed all’altrettanto “divina” Maria Callas, fresco “infame” per concedersi la libertà di vivere i suoi ultimi giorni, e portare a termine un nuovo e definitivo progetto, raccontare tutto, ma proprio tutto dei suoi giorni da “boss”, delle sue origini, delle sue paure.

Una giornalista, giovane, sveglia, si trasformerà nel suo più intimo confessore, “portatore sano” delle assurde dinamiche che segnano il percorso criminale di Aniello, dalle origini, fino all’invasione, per niente contenuta, degli “odiati” cinesi. “A’Chiena”, di Ivan Luigi Antonio Scherillo e Diego Sommaripa, interpretato da Pippo Cangiano, Sara Missaglia, Emanuele Scherillo e Diego Sommaripa (sua inoltre la regia), andato in scena al “Theatre De Poche” di Napoli, è la storia di un uomo, alle prese con il suo passato, sulla strada ambigua e dissestata della redenzione. Scherillo e Sommaripa, offrono al pubblico, un interessante punto di vista sull’ “invasione cinese”, travolgente, quanto per certi versi distruttiva, nella criminalità organizzata, tanto quanto in ogni ambito imprenditoriale.

Attenti allo stremo all’autenticità dei pergonaggi, gli attori in scena, concedono in maniera lucida e ponderata, una sincera visione di più segmenti della società odierna, che si incrociano, si parlano e scontrano, nel tentivo di sancire l’impeccabilità del proprio punto di vista. Aniello, Gennaro, suo figlioccio , Lavinia, la giornalista, un’incerto avvocato difensore, Padre Pio, Maria Callas. Ascesa e caduta, ambizione e criminialità, ostinata ricerca di una dimensione che possa quanto meno somigliare al concetto di felicità, il “santo confessore” e la sublime Callas, insieme al curioso, paradossale, a tratti comprensibile odio verso l’ostinao invasore dagli occhi a mandorla.

Percorsi, storie di vita che si incrociano, spontaneamente o meno, per poi riprendere ad allontanarsi e fare da se.. secondo il destino, secondo la volontà di Aniello Santonastaso.. forse!

Paolo Marsico
10 maggio 2014

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