“Il Confessore”: storia di un parroco e del suo coraggio, al Théâtre de Poche di Napoli

“Il Confessore”: storia di un parroco e del suo coraggio, al Théâtre de Poche di Napoli

Giovanni-meolla-il-confessoreIn scena al Théâtre De Poche di Napoli, fino al prossimo 23 Marzo, “Il Confessore”, spettacolo che

inaugura la collaborazione tra le compagnie indipendenti Virus Teatrali e Prima Quinta diretto da Giovanni Meola ed interpretato da Aldo Rapè.

“Il Confessore” ripercorre la storia di un parroco, ma soprattutto di un uomo, la cui unica arma è la parola, anzi ‘le parole’. Quelle delle omelie appassionate e accusatorie ma anche quelle scambiate nelle tante confessioni che i suoi parrocchiani amano fare con lui, che li ascolta, li consiglia, li sferza senza però mai giudicarli. E infine le parole che portano alla quasi conversione di un Boss.

Scopriamo così la vicenda personale del parroco, per meglio dire del ‘Parrino’ (data provenienza ed origine), dalle sue stesse parole: per una volta sarà lui a confessarsi, raccontando la sua storia senza filtri ad un giornalista (che noi però non vediamo). Lo sfogo candido e incandescente di un uomo che non si arrende e che fino all’ultimo cerca di combattere una guerra forse persa in partenza, anzi due; quella contro la Mala-Vita (che è innanzitutto Mala-Cultura per divenire poi, solo dopo, Mala-Morte) ma anche quella contro la stessa, rigida, gerarchia ecclesiastica.

Giovanni Meola, Premio Girulà 2007, Premio Enriquez 2008, Premio Landieri 2012 e poi ancora vincitore di premi di drammaturgia nonché di decine di festival e concorsi, nazionali ed internazionali, di cinema per cortometraggi, dedica ancora una volta il suo lavoro all’impegno civile e sociale, concentrandosi sulla lotta contro le mafie del Sud e coinvolgendo nel progetto Aldo Rapé, a sua volta vincitore di numerosi premi per i suoi precedenti spettacoli ma soprattutto del prestigiosissimo Premio della Critica ad Avignon Off nel 2012 con Mutu.

Lo spettacolo rappresenta quindi non solo un incontro artistico e produttivo tra le due compagnie teatrali, pronte a realizzare nel futuro altre collaborazioni, ma una comunione di intenti.

Unione testimoniata anche dall’uso di una lingua misto napoletano-siciliano che ben esprime le poetiche espresse finora dalle rispettive compagnie.

 

 

Paolo Marsico
22 marzo 2014

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