Petitoblok, maschere contro maschere, al teatro Piccolo Bellini di Napoli

Petitoblok, maschere contro maschere, al teatro Piccolo Bellini di Napoli

petitoblok-bellini-napoliCiarlatano, è un attore napoletano, fuggito via dalla propria città d’origine, perchè poco congeniale alla più classica comincità partenopea. Trasferitosi a San Pietroburgo, affina la sua arte attraverso lo studio e la ricerca artistica, ma in gran segreto, prepara la sua vendetta. Tornare a Napoli, la città che in qualche modo l’aveva ripudiato, per porre fine al potere incontrastato delle “maschere della commedia” Felice Sciosciammocca e Pulcinella.
“Petitoblok – Il baraccone della morte ciarlatana”, liberamente ispirato alle opere di Antonio Petito e Aleksandr Blok, in scena al Teatro Piccolo Bellini fino al 19 Gennaio, è un viaggio surreale, attraverso i vicoli della tradizione teatrale napoletana, intrecciata finemante, complice il ricorso alle “maschere” (Antonio Petito)  ad una certa  produzione artistica russa (Aleksandr Blok), diretto da Emanuele Valenti, ed interpretato dallo stesso Valenti, nel ruolo di Ciarlatano, Giuseppina Cervizzi , la Morte, Christian Giroso , Felice Sciosciammocca, Giovanni Vastarella , Pulcinella, e Valeria Pollice , Colombina.
“Persi in uno spazio vuoto, che potrebbe essere tanto una piazza quanto una collina scura – spiegano gli autori – , come in un sogno, mentre la notte avanza, i nostri personaggi, si incontrano e da lì cominciano il loro viaggio, incoscienti e ingenui come due bambini, vincono perché è scritto così, sfuggono perché è così che deve andare a finire.
Pulcinella e Felice  – concludono –  in qualche modo resistono alle avanguardie e alle tradizioni, ai loro autori e a chi li rievoca e li interroga; col privilegio della loro natura molteplice, queste maschere/marionette, nessuno le ammazza”. Il risultato è uno spettacolo gradevole e coraggioso, che impugna le viscere del teatro napoletano, in una sorta di confronto con esso, citando Blok, sfiorando Pasolini, giocando con una tradizione e le sue, per fortuna, o purtroppo, immortali maschere.

Paolo Marsico
18 gennaio 2014

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