“Stop al biocidio campano” Fiume di gente inonda Napoli.

“Stop al biocidio campano” Fiume di gente inonda Napoli.

E’ difficile, se non impossibile quantificare il numero di persone che hanno partecipato  alla manifestazione di  Napoli per chiedere la bonifica della ” terra dei fuochi,” anche perchè il corteo – partito puntualmente all 14, 30 da piazza Mancini, come  un fiume in piena – ha inondato il centro cittadino, percorrendo, sotto la pioggia, con ombrelli multicolori, il “rettifilo.” L’onda anomala di gente in pochi minuti ha invaso corso Umberto, percorrendo piazza Bovio, via Medina, piazza Municipio per raggiungere il palco allestito in piazza del Plebiscito. Tra i  numerosi manifestanti campani, presenti anche alcuni cittadini dell’Abruzzo e di  Taranto. Da sottolineare la presenza di  comuni campani come quelli dell’isola di Procida, Frattaminore, Mugnano, Boscoreale, Sant’Arpino, Caivano, di studenti, associazioni e perfino bambini provenienti dalla zona del Casertano e dall’hinterland napoletano che hanno sfilato composti dietro al proprio striscione. In testa al corteo “Stop al biocidio” presenti i gonfaloni di diversi comuni, il segretario Fiom Maurizio Landini, il cantante napoletano Nino D’Angelo, Don Maurizio Patriciello, parroco noto per la battaglia sugli sversamenti illegali dei rifiuti in Campania e l’ocologo Antonio Marfella. Ognuno ha voluto portare un proprio messaggio con la speranza che presto le cose possano veramente  cambiare: ” Caivano non deve morire.” Ho diritto di vivere il mio futuro; il primo slogan e poi ancora un’altro: ” A 20 anni dall’assassinio della nostra terra. Vigili, Carabinieri, Potere, Assessori, Sindaci, Politici non sapevate nulla? ” Vergognatevi.”  Camorra, Stato, Imprenditori, con alcune teste di  morte, è il lungo striscione bianco innalzato invece davanti alla statua che simboleggia piazza Bovio, mentre un  signore, a pochi metri mostra al collo un cartello ironico ma significativo: ” …Qua si mangia pane e VELENO. Pasquà solo VELENO.”  come dire: dalla commedia si è passati ora  alla tragedia.”

biocidio22“Vedere la partecipazione di tanta gente mi conforta” ci dice Giuseppe Foglia abitante di Portici. Io sono un’ex del ’68. Da 20  anni che non partecipavo ad un corteo , da Genova con precisione. Non ho mai visto tanta gente, tanti coetanei e bambini protestare così sotto la pioggia. E’ passata già un’ora dall’inizio della manifestazione e vedo che continuano ad  arrivare gente…”  Tra i manifestanti non poteva naturalmente mancare l’Associazione ” Lega Ambiente:” Oggi siamo tantissimi – esclama Michele Buonanno, presidente regionale dell’associazione. E ‘ veramene un fiume in piena. Dopo anni di lotta – continua Buonanno –  è cresciuta la consapevolezza di migliaia di persone. Adesso bisogna  dare risposte definitive. Bisogna controllare il territorio, metterlo in sicurezza per le persone che vivono qui, difendendo i nostri prodotti campani, avviando le bonifiche con controlli rigorosi al fine di evitare che le stesse persone che hanno distrutto terre fertili possano seminare morte e continuare ad arricchirsi illecitamente.”  Francesca, una semplice manifestante viene da Torre del Greco, un piccolo comune del Vesuviano: ” Spero che questa protesta possa servire a scuotere le  coscienze di tutti e soprattutto di coloro che hanno inquinato.”

” Questa manifestazione è un segnale di risveglio: se vogliamo cambiare non dobbiamo più accettare questo sistema. Si è vero che le fabbriche hanno inquinato, ma è altrettanto vero che nessuno si è finora interessato della nostra salute. Si è continuato a navigare in un mare in tempesta per diversi anni.  Ora bisogna agire – dice invece Rosaria. Tutti devono partecipare alla salvaguardia dell’ambiente, partendo dalle regioni,. Il problema riguarda non solo la Campania, ma tutta l’Italia. Io sono di San Sebastiano. Vivo a 200 metri da una ex discarica ora chiusa, ma le persone lì, continuano a versare rifiuti ed appiccare  il fuoco. E’ giunto il momento che ognuno faccia la sua parte, tenendo in considerazione l’etica morale.”

biocidioIl corteo è poi giunto in piazza del Plebiscito dove, su un palco appositamente allestito con luci, hanno preso la parola vari esponenti; ad iniziare da padre Patriciello che, ricordando le vittime della terra dei fuochi, ha usato parole veramente molte dure nei confronti dei politici, veri responsabili di questo sistema che colpisce soprattutto i più deboli  e vittime innocenti come i bambini, molti dei quali ancora ricoverati gravemente  in molte strutture della città  ” Migliaia di giovani sono disperati – mi rivolgo in particolare al nostri presidente Giorgio Napolitano, napoletano come noi, che ho avuto il piacere di incontrarlo giorni fa, in occasione della commemorazione delle “Quattro Giornate.” I nostri cari allora non morirono invano, perchè i  nostri figli sono qui ancora accanto a noi, ma ora bisogna fare qualcosa per loro. Lo Stato, come fa un buon padre, – ha proseguito Patriciello nel suo discorso – devo tornare a proteggere i suoi figli, invece capita spesso che sono i nostri figli a dirci cosa dobbiamo fare. Vogliamo che i politici, a cui abbiamo dato fiducia, si assumano le loro responsabilità. Continuiamo a lottare. Voi giovani avete un forza incredibile”

Toccante è stato poi un messaggio che ha voluto lanciare una mamma che ora il figlio non lo ha più, perchè vittima del biocidio: ” I nostri bambini sono figli di tutti. Se noi seguiamo i nostri angeli non saremo mai soli ed un giorno rivedremo la luce. I nostri figli sono frutto della nostra fatica. Io non mi sono mai messa in mostra. Il dolore spesso l’ho trattenuto dentro. Questo però è il momento per chiedere la verità,  perchè senza verità non ci può essere giustizia. Noi siamo la nuova Italia, quella vera, quella che sancirà le prossime pagine delle nostra vita.”

servizio di Luigi Rubino

17 novembre 2013

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