Raffaella Roversi
Raffaella Roversi

Biografia

Ho vissuto da piccola in Africa, a Lusaka. Quegli spazi dilatati e quei colori, forti, accesi, ancestrali, sono rimasti dentro me. Amo le grandi stanze dagli alti soffitti, l’immensità dello spazio intorno a me. Mi sono laureata con lode in legge a Roma, mia città natale; dopo un corso di specializzazione, sono partita con due borse di studio per Lussemburgo e Bruxelles. Non sono più tornata, passando 15 anni tra Bruxelles, dove ho lavorato nel settore giuridico comunitario e Monaco di Baviera, dove ho insegnato la lingua dei padri in azienda e all'università (LMU). Mi piace la lingua di Voltaire e quella di Goethe. Ma che piacere ritrovare la mia, con i colori e profumi dei suoi dialetti! Al teatro mi sono avvicinata dopo un grande patatrac affettivo. Avevo creduto che la vita fosse una cosa molto seria, per persone serie, tutte d’un pezzo. Poi tutto è crollato e del mio bel mosaico non è rimasta che qualche tessera scolorita che sembrava per giunta di un altro mosaico, di un’altra vita, non di quella che avevo creduto vivere. E così, per non farmi travolgere dalla mia storia, ho cominciato a guardare le storie degli altri su un palco. Arrivando alla conclusione vagamente burlesque, che la vita è un gran bel teatro! E questo vorrei condividere con voi: l'emozione, la finzione, la verità del teatro, o, se volete, della vita!

Articoli

Numero Primo, la favola cibernetica di Paolini per attraversare la paura della tecnologia

Numero Primo è un bambino con un occhio più verde dell’altro. É empatico, ha la bellezza dentro e dove non la trova fuori, la costruisce per gli altri. É nato nel futuro più o meno prossimo, dove i telefoni hanno imparato ad annusare, i nani insetti impollinatori bianchi sono stati costruiti per rimpiazzare le api morte, i gabbiani droni hanno…
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Fine pena:ora, il dubbio sul senso della pena senza fine

Fine pena:ora è la nuova produzione del Piccolo Teatro, in scena dal 21 novembre al 22 dicembre 2017 al Teatro Grassi di Milano. È la trasposizione teatrale del libro del giudice Elviro Fassone: Fine pena: mai, (Sellerio editore) scritto per raccontare la sofferenza dell’ergastolo a vita, nella speranza che maturi una sensibilità collettiva sul senso dello stesso. Contiene la corrispondenza…
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Enrico IV, pazzia scelta e pazzia coatta

Carlo Cecchi è Enrico IV, al Teatro Franco Parenti di Milano. Imperatore di nessun regno, di nessun paese, di nessun popolo. Ma solo della sua illusione, o meglio, regista della stessa. Perchè l’Enrico IV di Pirandello non è un dramma storico come il titolo lascerebbe intuire; ma quello di un uomo a noi contemporaneo che preferisce fingersi pazzo per proteggersi…
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Il Borghese Gentiluomo, vanità e stupidità umana senza tempo

Al Teatro Carcano di Milano sino a domenica 19 novembre 2017, Emilio Solfrizzi, diretto da Armando Pugliese, diventa Il Borghese Gentiluomo, il personaggio principale che da il titolo a questa commedia-balletto di Molière e del musicista Lully. Richiesta da Luigi XIV, fu rappresentata per la prima volta alla sua corte nel 1670. Il Borghese Gentiluomo è Monsieur Jourdain, un ricchissimo…
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Salvatore Gregorietti, un progetto lungo cinquant’anni

L’editore Skira ha appena pubblicato “ Salvatore Gregorietti, un progetto lungo cinqu’anni”, a cura di Alberto Bassi e Fiorella Bulegato con Matteo Gregorietti, omaggio ad uno dei massimi esponenti della grafica italiana. L’attività professionale di Gregorietti infatti, oltre ad offrire materia per un’indagine scientifica sulla metodologia del suo lavoro, mette a fuoco alcuni temi centrali di mezzo secolo di grafica…
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