Trentini e Burlò liberati dal carcere in Venezuela, annuncia Tajani
Il cooperante Alberto Trentini è stato liberato da un carcere in Venezuela, insieme all’imprenditore Mario Burlò. Trentini, che lavorava per Humanity & Inclusion (ONG che aiuta persone con disabilità), è rimasto in carcere per 423 giorni, dopo essere stato arrestato il 15 novembre 2024.
Era stato fermato a un posto di blocco da funzionari del Saime (Servizio amministrativo per l’identificazione, la migrazione e gli stranieri) e poi trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare di Caracas. Nonostante l’ONG avesse presentato una petizione di habeas corpus, le autorità venezuelane si erano sempre rifiutate di dare informazioni sulle sorti del detenuto.
Molto simile è stata la vicenda dell’imprenditore Burlò. La liberazione rientra tra le conseguenze della cattura di Maduro ed è il frutto di un profondo lavoro diplomatico tra Roma e Caracas.
La liberazione questa mattina
Ieri sera, il Ministro degli Esteri venezuelano Jorge Rodriguez, per telefono, ha avvisato il Ministro Tajani che i due connazionali sarebbero stati liberati. Stamattina sono stati accompagnati nell’ambasciata italiana a Caracas, Ad oggi, sono cinque gli italiani liberati dal governo venezuelano e 28 quelli ancora in carcere.
Tajani, parlando su RaiNews24, si è congratulato con il “grande lavoro della nostra diplomazia”, con il governo e con la capacità dimostrata di “interloquire e cogliere il cambiamento che c’è stato in Venezuela”.
Ha poi aggiunto: “Ho parlato con entrambi, sono in buone condizioni, rientreranno presto in Italia. Sono molto contenti, hanno già parlato con le famiglie, li hanno avvisati. Sono tranquilli, sono a casa loro, sono ‘in Italia’. Rientreranno presto nel loro Paese”.
La gioia di Meloni e prossimi obiettivi
Anche la premier Meloni, in una nota, ha ringraziato le autorità venezuelane: “Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei nostri connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’ambasciata d’Italia a Caracas”.
L’obiettivo è ora quello di operare allo stesso modo per liberare il resto dei connazionali, oltre che i prigionieri americani, aspetto su cui Tajani e Marco Rubio starebbero ragionando insieme.




