PIAZZA DEI NAVIGATORI – “PASTICCIACCIO” A CINQUE STELLE

PIAZZA DEI NAVIGATORI – “PASTICCIACCIO” A CINQUE STELLE

Roma, 19 marzo 2018 – E’ atteso per domani, 20 marzo, il voto della Giunta Capitolina sulla Proposta di delibera 30/2018 “Piano di Assetto e di Riqualificazione Urbana degli ambiti di Piazza dei Navigatori e Viale Giustiniano Imperatore”, che prevede diversi interventi tra cui l’edificazione di un terzo palazzo di tredici piani (gemello dello stabile già esistente e ben visibile sulla via Cristofaro Colombo e parzialmente occupato dagli uffici della Confcommercio), l’abbattimento di ventitre platani e la realizzazione di un’autorimessa. Sulla delibera in questione, promossa dall’assessore all’Urbanistica Luca Montuori, la commissione riunitasi sole due volte e presieduta dalla consigliera 5 stelle Donatella Iorio, si è espressa positivamente (con sei voti favorevoli, uno contrario e un astenuto) lo scorso 16 marzo, tra le urla di protesta di cittadini e comitati. Un parere espresso nonostante le difficoltà e le obiezioni avanzate dalla consigliera “dissidente” Cristina Grancio (già agli onori della cronaca per la vicenda dello stadio di Tor Di Valle e la non adesione al nuovo “Movimento5 Stelle” di Luigi Di Maio) che sino all’ultimo hanno evidenziato alcuni passaggi oscuri di una faccenda che potrebbe decretare la fine della giunta Raggi, come già avvenuto l’anno scorso per quella del Municipio VIII (interessato da suddetta convenzione), che ha visto spaccarsi la maggioranza, contraria all’indirizzo dato dall’allora presidente Paolo Pace, costretto in seguito alle dimissioni.

  • LA DELIBERA AL VOTO

Una decisione che muove in favore di quei soggetti che negli anni “hanno maturato il diritto a realizzare cubature” (costruire ndr) piuttosto che verso il volere manifestato dai cittadini presenti in aula e ben lontano da quel “cemento zero” che pure accompagnava il primigenio programma del Movimento 5 Stelle, storicamente avverso allo sfruttamento del suolo senza condizione. Sicuramente, come già visto per altre vicende ed altri protagonisti, il momento dell’amministrazione è ben diverso dalla ricerca dei consensi, ed in più occasioni i 5stelle romani hanno mostrato evidenti strappi e contrasti interni. Armatore della nuova rotta “pro-costruttori”, è l’Assessore Luca Montuori, per il quale “La delibera arriva alla fine di una trattativa che abbiamo condotto ottenendo che il versamento dei quasi 17 milioni avvenisse alla stipula. Inoltre il rinnovo della convenzione ferma un complesso di contenziosi con il rischio che il comune non avrebbe recuperato oneri nè edifici. Recuperare l’interezza delle somme previste è per noi un vantaggio rispetto all’avvio di contenziosi”. L’assessore però, non risponde alle obiezioni avanzate dalla consigliera Grancio, in merito soprattutto ad alcune gravi criticità riguardanti le fidejussioni rilasciate dal soggetto proponente della convenzione, la Federici e Igliori spa, che risulterebbero false, ovvero rilasciate da un soggetto non autorizzato all’emissione di garanzie verso la pubblica amministrazione, come dichiarato e messo a verbale dall’allora Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo, durante una seduta della Commissione Capitolina Controllo, Garanzia e Trasparenza il 6 febbraio 2014.

  • LE OBIEZIONI: FIDEJUSSIONI FALSE E DUBBIA PROPRIETA DI ALCUNE AREE

Già nella prima convocazione della Commissione Urbanistica dello scorso 14 marzo, a seguito della quale non si è potuto procedere all’espressione del parere da parte della commissione a causa dell’incapacità, da parte degli uffici tecnici comunali, di rispondere prontamente ad alcune obiezioni poste dalla consigliera Cristina Grancio e per i quali gli stessi si sono riservati di attendere per iscritto, erano dunque emerse alcune irregolarità dell’istruttoria proposta: tra tutti le già menzionate fidejussioni false, e la dubbia proprietà di alcune aree, nello specifico le particelle 1538 e 1540 , quelle del “comparto z2” ovvero l’area sulla quale dovrebbe realizzarsi il palazzone di tredici piani: già in una delibera di giunta (la nr. 41 del 21/03/2017) emergeva infatti come “non risulta ancora chiara la situazione relativa all’effettiva proprietà di alcune aree private previste in convenzione, oggetto di contenzioso tra INPS, ATER e Ditta Federici e Igliori per Costruzioni Edilizie s.p.a” e sulle stesse il competente Dipartimento Patrimonio e Sviluppo e Valorizzazione di Roma Capitale comunicava già nel 2016 “l’assenza di un titolo giuridico” onde avanzare un diritto di proprietà da parte della stessa Amministrazione Capitolina. “Il giudice già si è espresso sulla probabile non appartenenza alla società Federici e Igliori” – riferisce la Grancio – “Io non so se potrò votare una delibera che lascia dubbi su chi sia il proprietario di alcune aree“.

Dunque si tratterebbe di attuare una convenzione urbanistica, che pure prevede ingenti quantità di nuovo cemento, su di un’area che apparterrebbe all’ATER ( e dunque al Comune di Roma) e non al privato proponente (per altro reo di aver goduto di una precedente convenzione ottenuta sulla base di false garanzie) sulla quale ad oggi risulta un’attività commerciale, nello specifico un autolavaggio, la cui sorte sarebbe condizionata dalla delibera.

  • LA QUESTIONE MORALE

Sulla questione morale (e legale) dunque, continua la Grancio: “Chiedo agli uffici se c’è stata un’istruttoria su questo e che esito abbia dato per capire se stiamo dando un nulla osta ad una convenzione con un operatore che si è comportato in modo non legittimo consegnando fidejussioni false.” E ancora “Io non voglio rinnovare un impegno a chi si è comportato in questo modo. Da interlocutori così politicamente io prendo le distanze, poi ognuno fa quello che ritiene giusto fare”.

Quantomeno curioso dunque, assistere in casa cinque stelle ad un dibattito “etico” sulla convenienza o meno di mettersi in trattative con soggetti della dubbia condotta, considerata la mission dello stesso movimento: quelli del “tutti a casa”, della trasparenza e legalità prima di tutto, e del cemento zero. Ricordiamolo: basta regali ai costruttori, è stato il liet-motiv dell’intera campagna elettorale che ha portato Virginia Raggi in Campidoglio: cosa è avvenuto nel frattempo? Come mai è stato proprio il PD, lungamente accusato di immoralità, clientelismi e “falsi scontrini” che tanto ha pagato l’ex Ignazio Marino, a tirarsi fuori dall’esprimere tale parere, rimandando al dibattito in aula onde fare maggiore chiarezza sul nodo Navigatori?

  • AREE EDIFICABILI E VERDE PUBBLICO

progetto originario di Cesare Pascoletti

Torniamo alla questione dei ventitre platani, che pur attesterebbero la proprietà storica dell’area al Comune di Roma (ATER), facendo venir meno ogni diritto di proprietà da parte della Federici e Igliori che pur reclamerebbe l’acquisto di suddetta area dall’allora INPDAP (oggi INPS): con verbale di consegna del 1961, viene attestata l’avvenuta piantumazione di suddetta alberatura nell’area in questione, alberatura che delimiterebbe le aree non edificabili perché demaniali e destinate dunque al verde pubblico, estranee dunque alla compensazione rivendicata dalla Federici e Igliori relativa alla convenzione del 2004 (quella delle false fidejussioni). Procedendo con ordine: nel 1936 il Governatorato di Roma cedeva, all’allora Istituto Fascista per le case popolari, usa serie di aree, tra cui Navigatori, onde realizzare alcuni interventi di edilizia popolare. Il progetto prevedeva, tra gli altri, la realizzazione della “Piazza Esagona” ad opera dell’architetto Cesare Pascoletti (dei due plessi speculari previsti, l’unico realizzato è ad oggi esistente). Alla ditta Federici e Igliori fu affidata la costruzione degli edifici: lavori interrotti nel 1941 a causa della guerra. Nel 1961 una nuova convenzione Urbanistica ripagava in parte la Federici e Igliori con la cessione di alcune aree, e successivamente nel 1963 l’INPDAP acquistava dall’Ater alcune aree edificabili: esclusa dunque da suddette transazioni l’area confinante destinata al verde pubblico. Si arriva alla famosa convenzione del 2004, dove pur compaiono le particelle 1540 e 1538, ma senza le alberature preesistenti, dunque la pianta allegata e vidimata, sulla base della quale si è proceduti alla convenzione, risultava già all’epoca non conforme alla realtà.

  • LA PROTESTA DEI CITTADINI

Non sono dunque valse le proteste dei cittadini a rigettare l’acquisizione del parere da parte della commissione: unica contraria dunque, la consigliera Cristina Grancio che a fatica ha giustificato il suo (unico) voto contrario con un intervento acclamato ed applaudito dalla sala gremita: “ Consegno il mio parere negativo a questa delibera e rilevo una questione fondamentale: il movimento è entrato per combattere i poteri forti, ciò che di immorale aveva rilevato negli anni in cui era all’opposizione. le questioni del municipio ottavo, in modo particolare le questioni urbanistiche, hanno portato il municipio a supportare i cittadini fintato che per mantenere la barra a dritta è caduto” – riferimento alla giunta di Paolo Pace – “Faccio una considerazione che è questa: se questa giunta nemmeno con l’appoggio dei cittadini, e io raramente ho visto un’aula così piena, riesce a tenere la barra dritta sul proprio programma, mi chiedo cosa ci dobbiamo aspettare che possa essere rispettato del programma per cui questo movimento è stato eletto.” Conclude poi la Grancio, in riferimento alle dichiarazioni del consigliere Pietro Calabrese, che durante la commissione ha minacciato rivolgersi alla procura per denunciare il susseguirsi di false accuse e dichiarazioni della stessa Grancio: “Al di la delle questioni per cui ognuno prenderà le posizioni che ritiene più opportune ed io stessa non escludo decida di rivolgermi a qualche organo che la nostra costituzione ci mette a disposizione (procura ndr), al di là che non vedo un miglioramento di questa convenzione rispetto a quella del 2004, che non è stato fatto nessun percorso di partecipazione, che l’ amministrazione nonostante avrebbe tutto l’appoggio della cittadinanza sta prendendo un’altra posizione politica, al di là che su alcune aree ci sono attività produttive su cui non si è preso in considerazione nulla, preso atto di questo io convintamente voto no”. La commissione si conclude in uno scroscio di applausi ed urla di protesta da parte dei cittadini presenti in aula, la cui voce si alza in un deciso “applauso contro ogni minaccia”.

Dunque appuntamento a domani pomeriggio in aula Giulio Cesare, quando a partire dalle ore 14 la deliberà sarà portata all’esame del consiglio comunale e per il quale non si escludono ulteriori proteste da parte della cittadinanza.

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