Anonymous: gli anonimi identificano i colpevoli di uno stupro

Anonymous: gli anonimi identificano i colpevoli di uno stupro

anonymusIl fenomeno Anonymous è spesso identificato come l’interazione in rete in cui ad agire sono coloro i quali, protetti dall’anonimato, lottano in ogni dove per la libertà di parola, contro la censura, le dittature e le forme d’imperialismo. Questa volta però Anonymous, che molte volte ha agito contro la polizia, decide per una serie di circostanze di fornire un aiuto alle forze dell’ordine, compiendo un gesto senz’altro apprezzabile.

Rehtaeh Parsons si è impiccata domenica scorsa a Halifax, dopo un’agonia durata tre giorni. Si sarebbe tolta la vita in ragione delle conseguenze di uno stupro e della circolazione in rete di una fotografia scattata durante il terribile episodio. La ragazza è stata vittima di intimidazioni per mesi, prima di essere aggredita sessualmente e di aver visto le foto del tragico evento circolare su internet, secondo le dichiarazioni della famiglia.

La sua morte ha causato una grande emozione in Canada e una petizione online chiedeva la riapertura immediata dell’inchiesta, catalogata troppo in fretta dalla polizia a causa dell’insufficienza di prove. La petizione in pochi giorni ha raccolto oltre 70.000 firme.

“Ciò che abbiamo appreso è terribile, ma non è l’atto stesso dello stupro ad averci scioccato. E il comportamento degli adulti”, afferma un componente del clan di Hackers su Twitter, che se la prende con le forze dell’ordine e i magistrati coinvolti nel caso.

“Noi abbiamo impiegato soltanto qualche ora per smascherare l’identità dei colpevoli, e non era nemmeno un’operazione di alta tecnologia”, hanno dichiarato gli anonimi denunciando chiaramente l’incompetenza degli investigatori che sempre secondo Anonymous: “Dovrebbero passare la loro vita come guardiani in uno zoo”.

La madre di Retea ha chiesto mercoledì che le persone che gli hanno indirizzato messaggi che annunciavano delle rappresaglie contro i quattro colpevoli di astenersi da qualsiasi forma di violenza, lasciando che la giustizia faccia il suo corso.

Di fronte alla collera popolare, il primo ministro, Darell Dexterm, ha confidato a uno dei suoi ministri il compito di rivedere la gestione del dossier. Dextre ha inoltre affermato susseguentemente che il ministro, Marilyn More, si occuperà personalmente di assicurarsi di garantire il sostegno alle vittime di violenze sessuali.

Manuel Giannantonio

12 aprile 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook