Bullismo senza freni, necessità di sensibilizzare

Bullismo senza freni, necessità di sensibilizzare
(nobullismo.altervista.org)

A Brescia, un ragazzo di 16 anni è stato aggredito perché indossava dei calzini a pois. Ancora episodi di bullismo che fanno emergere nuovamente la necessità di una profonda sensibilizzazione.

È successo il 9 dicembre, un ragazzo di 16 anni è stato picchiato da un coetaneo e spinto sui binari, proprio poco prima che arrivasse il treno, stava infatti già suonando la campanella che ne preannunciava l’arrivo. La tragedia è stata evitata grazie ad altri ragazzi che sono intervenuti aiutando il sedicenne ad alzarsi dai binari.

La sua unica “colpa”? Indossare dei calzini a pois.

Un flash mob solidale e la necessità di abbattere l’indifferenza

Questo flash mob rappresenta un esempio di come si può reagire di fronte al bullismo, ovvero con la solidarietà, che non deve essere solo un concetto o una bella parola, ma deve rappresentare il modo in cui ogni essere umano si rapporta agli altri.

Spesso ci troviamo davanti episodi di violenza, di bullismo, e passiamo avanti, perché se non ci accade in prima persona, è meglio non mischiarsi. Ma l’indifferenza è un’altra piaga che non fa altro che alimentare il bullismo stesso. Molti potranno controbattere sostenendo che quando qualcuno per aiutare, si intromette, alla fine “ci rimette”. Come potergli dare torto? Purtroppo è vero, purtroppo non sono pochi gli episodi che vedono vittime chi ha provato ad aiutare, ma questo che vuol dire? Che si fa bene a rimanere impassibili e indifferenti? Una risposta propriamente detta sembra non esistere al momento, ma una cosa invece sembra certa: anche l’indifferenza ci rende vittime e complici al contempo.

Quando siamo indifferenti di fronte le ingiustizie ci rendiamo vittime di quell’ingiustizia stessa, perché magari non ci colpisce oggi, ma potrebbe farlo domani. Inoltre ci rendiamo complici della violenza stessa anche se non siamo noi in primis a commetterla.

Dovremo quindi riflettere bene su quale sia la risposta giusta alla domanda se si fa bene a passare indifferenti. Forse dovremo comprendere che l’indifferenza contribuisce all’allontanamento l’uno con l’altro.

La necessità di sensibilizzare

L’episodio di bullismo avvenuto la scorsa settimana a Brescia ci pone di nuovo davanti la più volte nominata necessità di sensibilizzare, necessità di conoscenza, di riflessione.

Siamo esseri biologicamente complessi, come è possibile che ci troviamo di fronte sempre all’involuzione della violenza?

Di certo gli episodi di violenza non sono solo confinati a questo periodo, da sempre l’essere umano è vittima e complice di violenza, ma ciò su cui si vuole porre l’attenzione, è proprio questo: come si può, dopo una lunga esistenza della vita umana, esserne ancora protagonisti?

Dovremo forse comprendere, una volta per tutte, che ciò che ci rende forti è unirci e non il contrario.

Potenzialmente la nostra umanità può fare tanto, ma all’atto, la utilizziamo nel verso opposto, nel verso e nel senso in cui ci allontana gli uni con gli altri.

Sensibilizzarsi equivale a comprendere cosa vuol dire davvero essere persone e cosa ciò implica. Sensibilizzarsi aiuta a non rimanere indifferenti di fronte le violenze, ma denunciarle, perché così aiutiamo chi ne è vittima di violenza, ma anche chi è l’artefice. Sensibilizzare aiuta anche quindi a capire che purtroppo chi si macchia l’anima di bullismo, spesso non è nemmeno cosciente di ciò che fa, e per cosciente si intende che non si rende conto di come si debba essere persone, di come si debba vivere il rapporto interpersonale, considerando normale l’essere violenti, perché forse quello è l’unico modo in cui credono di dover rapportarsi agli altri.

Il limite della nostra società è quello di criticare in modo sterile, di relegare agli antipodi chi considera diverso, di non comprendere appieno che vanno aiutati sia chi è vittima di violenza, sia chi ne è la causa. Un ragazzo che si macchia di bullismo, come può contenere tutto questo odio? Come può scatenarsi in reazioni del genere? Forse c’è di più dell’apparenza dell’essere un “cattivo ragazzo” e se aiutato in tempo, forse può arrestare questa sua stessa personalità violenta.

Sensibilizzare permette a tutti noi esseri umani di aiutarci l’uno con l’altro, di non lasciare indietro nessuno, solo perché considerato diverso, solo perché considerato violento.

Abbiamo un grande potenziale dentro di noi, la nostra umanità può davvero salvarci da questo nostro auto-annientamento, dobbiamo solo comprenderlo attraverso una profonda sensibilizzazione.

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