Eternit Bis: è omicidio colposo e di nuovo prescrizione per Stephan Schmidheiny (parte 5)

Eternit Bis: è omicidio colposo e di nuovo prescrizione per Stephan Schmidheiny (parte 5)
(fonte immagine: www.lastampa.it)

Giustizia è stata fatta? Astolfo Di Amato, avvocato difensore dell’imputato dichiara: << Una grossa vittoria>>; Bruno Pesce, vicepresidente dell’Associazione familiari e vittime dell’amianto (Afeva) di Casale Monferrato, afferma con amarezza: “non avevamo illusioni Sappiamo come gira il mondo, ma una mezza speranza l’avevamo perché dal processo precedente erano emersi documenti e testimonianze sul dolo”.

Appena due giorni fa, il 29 novembre, si è svolta l’udienza per il processo Eternit Bis, più volte rinviata, come già spiegato nei precedenti articoli. E ancora una volta Stephan Schmidheiny è stato rinviato a giudizio: questa la decisione del giudice, Federica Bompieri. Lo spettro della prescrizione torna a rallentare un processo aperto da troppi anni, almeno 15.

Il magistrato ha deciso, inoltre, di dividere i singoli casi fra i tribunali territoriali: 243 saranno destinati a Vercelli, competente per l’area di Casale Monferrato, poi a Reggio Emilia, per 2 casi di Rubiera, ed infine a Napoli, per gli 8 casi di Bagnoli. Solo 2 casi resteranno a Torino e verranno discussi nel processo di giugno.

Sergio Bonetto, avvocato delle parti civili, spiega che, con questa decisione, i reati protrebbero prescriversi ancora per un periodo che va dai 12 ai 15 anni, evidenziando il grande “fallimento della giustizia”. L’amarezza e la delusione sono palpabili tra le file dell’accusa, che ormai disilluse, non speravano certo in una soluzione repentina, ma la continua prescrizione smorsa sempre di più la volontà di resistere.

Ad aumentare lo scontento delle parti civili, la modifica del capo di accusa: derubricazione da omicidio volontario a omicidio colposo

Il giudice ha, inoltre, deciso di cambiare il capo di accusa: da omicidio volontario a omicidio colposo plurimo aggravato per le morti di 258 persone.

L’avvocato difensore Astolfo Di Amato ribadisce con soddisfazione che non si può parlare di omicidio volontario in riferimento ad un grande magnate dell’industria, poiché egli non era presente fisicamente nelle sue fabbriche ed era, di conseguenza, allo scuro dell’elevata soglia delle fibre e delle polveri di amianto, presenti in esse. A Schmidheiny, risultava che il livello di polverosità era al di sotto dei limiti imposti dalle norme. L’avvocato conclude “insistiamo sul proscioglimento con piena convinzione, per Schmidheiny non c’è né colpa, né dolo”.

Dopo la derubricazione dell’accusa da volontario a colposo, la difesa dichiara di poter procedere con maggior serenità, sentimento opposto a quello provato dall’accusa, alla quale non sarà nemmeno consentito di procedere su un’unica linea processuale, a causa della divisione dei casi in quattro tribunali diversi (Torino, Vercelli, Reggio Emilia e Napoli).

Amianto al Teatro della Scala

Ieri, 30 novembre, sono stati prosciolti i quattro ex sindaci di Milano (Carlo Tognoli, Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini) accusati di omicidio colposo e lesioni colpose gravissime ai danni di 9 lavoratori del Teatro della Scala, vittime dell’esposizione all’amianto prima della bonifica. I quattro ex sndaci erano stati accusati di aver ignorato e non rispettato la normativa del 1992, che prendeva misure di sicurezza precise, sia riguardo ai livelli di polveri di amianto consentite, sia rispetto alle condizioni del lavoratore.

Il gup ha, però, mandato a processo altre cinque persone, con udienza il 9 febbraio 2017, tra le quali l’ex sovrintendente Carlo Fontana.

Eternit: storia, processi e decessi (parte 1)
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