Evasione fisco, Soru condannato a tre anni si dimette da segretario regionale Pd

Evasione fisco, Soru condannato a tre anni si dimette da segretario regionale Pd
Renato Soru, patron di Tiscali

Renato Soru, segretario regionale del Pd della Sardegna, si è dimesso dall’incarico a seguito della condanna a tre anni di reclusione, inflitta dal tribunale di Cagliari, per evasione fiscale di 2,6 milioni di euro nell’ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali. La sentenza è stata emessa dal giudice del tribunale Sandra Lepore. Il pm Andrea Massidda aveva invece sollecitato una condanna a quattro anni.

LA VICENDA SORU

La vicenda Soru non è una cosa nuova. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza erano scattate dopo un servizio della trasmissione ‘Anno Zero’ andato in onda nel 2009. “Non ho mai voluto sottrarre soldi al Fisco. Ho dimostrato di aver investito su un progetto industriale, quello di Tiscali, e non sul volermi arricchire” – così il patron di Tiscali si era già difeso il 28 gennaio scorso al processo, chiuso ieri, per evasione fiscale per flussi di denaro passati attraverso la società Andalas Ldt, con sede a Londra. Nel 2004 la società londinese avrebbe concesso un prestito di oltre 27 milioni di euro alla Tiscali finance. “Ovvero Soru che presta i soldi a se stesso” – aveva detto in aula il pm titolare dell’inchiesta aperta nel 2010. La società inglese operava con un conto italiano sul quale venivano incassati i soldi della restituzione del prestito a Tiscali e gli interessi. Quest’ultima società, con sede a Cagliari, a Sa Illetta, nei cinque anni successivi avrebbe restituito parte del debito versando anche gli interessi alla Andalas. Soldi che però non sarebbero stati mai dichiarati al fisco né inglese né italiano. Da qui le contestazioni che l’europarlamentare, presidente della Regione Sardegna dal 2004 al 2008, aveva provato ad allontanare. I suoi legali avevano sostenuto che Soru, all’epoca dei fatti contestati, svolgeva il suo ruolo di presidente della Regione Sardegna in modo maniacale che lo portava così a trascurare le sue aziende.

“Sono chiamato in causa per un’operazione che solo per motivi formali da perdita, quale è stata, figura come un utile che però non ho realizzato” – aveva spiegato l’europarlamentare. “Non sapevo e non pensavo che quella operazione potesse essere rilevante. Ho fatto le cose senza cercare vantaggi fiscali, dimostrando di non mettere il denaro al primo posto. Ma questa vicenda si è trasformata in un incubo”. In tribunale Soru aveva inoltre spiegato che, visto il suo ruolo pubblico, aveva deciso di non invischiarsi in una controversia fiscale ma di pagare quanto gli veniva chiesto, ma la sua pratica era già finita ad Equitalia con tutti i meccanismi di moltiplicazione degli importi che hanno portato la cifra da versare a poco meno di dieci milioni di euro.

SORU CONDANNATO A TRE ANNI

“Una sentenza ingiusta dal mio punto di vista, non me l’aspettavo, mi aspettavo di essere assolto” – ha commentato ieri Renato Soru appena uscito dall’aula del tribunale di Cagliari. E alla domanda “pensa alle dimissioni?” l’ex governatore della Sardegna aveva risposto: “penso a tante cose, tra cui questa. È un momento molto grave della mia vita. Adesso andrò a casa, voglio stare un poco da solo. Non credo di aver commesso reati credo sia una sentenza che spero venga ribaltata nelle altre fasi del processo”. Subito dopo è circolata la notizia delle sue dimissioni. Il patron di Tiscali, inoltre, non potrà fare il manager per due anni – come deciso dal giudice monocratico del tribunale di Cagliari, Sandra Lepore. Il giudice ha concesso a Soru le attenuanti generiche e, applicando l’articolo 12 del decreto legislativo del 10 marzo 2000 n. 74, ha dichiarato per l’esponente politico “l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l’interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, nonché l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, tutto per la durata di due anni”. Il giudice ha anche disposto la confisca delle somme in sequestro.

L’interdizione di Soru per due anni dalle cariche societarie scatterà solo a sentenza definitiva. Lo hanno precisato gli avvocati difensori dell’ex governatore, Giuseppe Macciotta e Roberto Zannotti. “In particolare – hanno aggiunto gli avvocati – anche le condanne accessorie, seguendo la sorta della pena principale, potranno spiegare i propri effetti solo con il passaggio in giudicato della sentenza”.

LA VICENDA SORU SCUOTE ANCORA IL PD

La condanna di Renato Soru e le sue dimissioni da segretario del Pd in Sardegna continuano a scuotere un partito già in fibrillazione. “Con dispiacere sincero apprendo della sentenza e riconosco il senso di responsabilità e la sensibilità dimostrata da Soru con le sue dimissioni – ha commentato il senatore Ignazio Angioni, della minoranza dem – Ora all’interno del Pd credo che si debba aprire una fase di riflessione pensando al futuro. La prima tappa è rappresentata dalle elezioni amministrative. Io – ha continuato – sono per i segretari eletti attraverso le primarie, ma il partito non può restare senza guida: è una decisione che prenderemo in Sardegna”. Anche Giacomo Spissu, portavoce della ex maggioranza congressuale che sosteneva Soru prima dello stallo interno al partito, si è detto “dispiaciuto sul piano personale per la vicenda che ha coinvolto il segretario. Ora si apre una fase di valutazione e riflessione che avremmo voluto fare in condizioni diverse”. Spissu ha inoltre spiegato che se si dovesse trovare una “convergenza adeguata si potrebbe eleggere un nuovo segretario direttamente in Assemblea” e ha preso le distanze da ipotesi di commissariamento: “mi scalda poco questa idea, penso che gli organismi del Pd sardo sono perfettamente abilitati ad assumere le decisioni sulle dimissioni” – ha precisato.

IL MOVIMENTO 5 STELLE DOPO LA CONDANNA A SORU

Subito dopo la sentenza non si è fatto attendere l’attacco del Movimento 5 stelle con l’invito a dimettersi indirizzato non solo al segretario ma a tutto il Pd: “Oggi tocca a Renato Soru, europarlamentare e capo del Pd in Sardegna: tre anni di reclusione per evasione fiscale” – si legge in un post sul blog di Beppe Grillo dal titolo ‘l’#eurocondannatopd del giorno: Renato Soru’. “Dopo l’euroindagato per voto di scambio mafioso Caputo, il gruppo del Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato. Cosa aspettano a dimettersi? l’epopea immorale del Pd continua. Chi sarà il prossimo?”.

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