E’ passato il si di Milano alle unioni civili. Pisapia: Da oggi ci sono più diritti

Il Consiglio comunale di Milano, nella notte, dopo una lunga trattativa, con una seduta fiume durata 11 ore e 30 minuti, ha dato il via libera  al registro separato che riconosce le coppie di fatto, etero e gay. I voti favorevoli sono stati 27, mentre 7 quelli contrari e 4 gli astenuti. Il sindaco G. Pisapia, ha comentato così la decisione della sua giunta: “Da oggi a Milano ci sono più diritti”.

A questo risultato si è giunti, come detto,  nel cuore della notte, erano infatti le  3,30 di oggi quando la lunga mediazione tra laici e cattolici è stata chiusa, dopo la modifica del testo della delibera rispetto all’originale.  La delibera da vita ad un Registro diverso da quello degli altri comuni e trova parte del suo fondamento nel DPR 223/89, che parla di famiglia anagrafica. Quando nelle prossime settimane verrà attivato, potrà essere un riconoscimento effettivo delle coppie omosessuali milanesi,  invisibili fino a ieri, ed essere strumento di parità ed eguaglianza nelle delibere amministrative per tutte le unioni, sia eterosessuali che omosessuali.

Il Presidente del CIG Arcigay Milano Marco Mori, dichiara: “Chi si è astenuto o ha votato contro dimostra la convinta volontà di non voler riconoscere e legittimare le coppie, in particolare quelle omosessuali, come entità. In questa occasione in maggioranza i contrari non erano determinanti, ma cosa sarebbe successo in una situazione diversa, soprattutto a livello nazionale? il PD deve fare chiarezza se vuole essere un partito riformista e contribuire al progresso di questo paese dove posizioni retrograde e reazionarie come questa non devono trovare spazio. Il Registro, che è il massimo in termini di diritti per il Comune, è il punto di partenza per una nuova stagione riformista per la città, nuove politiche di inclusione, progresso, legittimazione e lotta alle discriminazioni e un chiaro segnale al Legislatore affinchè intervenga riconoscendo piena parità alle coppie omosessuali”.
Inoltre sempre Marco Mori ha annunciato che il  CIG Arcigay Milano ha candidato Milano presso EPOA, Associazione degli organizzatori europei di Pride ad ospitare l’Europride nel 2015, anno di Expo. La scelta avverrà il prossimo settembre a Marsiglia, dove 40 associazioni sceglieranno tra Milano, Manchester, Riga o Barcellona.

Per Arcigay nazionale invece c’è soddisfazione senza entusiasmo, per l’approvazione di un registro delle unioni a Milano. Il suo presidente Paolo Patanè, spiega come nonostante con Milano sale a 90 il numero dei comuni italiani che hanno istituito il registro,  le famiglie composte da persone dello stesso sesso  continuano però a vivere in uno stato di segregazione dai diritti reali e afferma: “Siamo evidentemente soddisfatti. Non possiamo però non notare l’assenza di Roma dallo scacchiere di città che, grazie ai registri, guardano all’Europa dei diritti. Di più, le modalità di approvazione del registro a Milano, con continue minacce e retromarce dei cattolici sul terreno della piena equiparazione di omosessuali ed eterosessuali palesano,ancora una volta, l’incapacità di questa classe politica di parlare coralmente l’alfabeto della laicità. Il risultato è un Paese che confina le famiglie di persone dello stesso sesso in una apartheid intollerabile. E’ ora di dire basta, con una legge sul matrimonio per tutti. Questo ingombrante segnale che arriva da Milano è una richiesta perentoria al Parlamento in questo senso. Oggi comunque per il Paese una giornata di festa”.

l’Associazione radicale Certi Diritti, invece esprime il suo favore per la delibera passata a Palazzo Marino, che nonostante le lungaggini burocratiche, ha però hanno lasciato integro il cuore del provvedimento in quanto si garantiscono “condizioni non discriminatorie” di accesso ai suoi servizi e nelle materie di propria competenza e comunicano: “Salutiamo con favore la scelta di lasciare al Consiglio comunale la titolarità della materia poiché questo ha permesso di sviluppare un vasto dibattito nelle istituzioni e in città. Da Milano rilanciamo ora la battaglia per il matrimonio egualitario che consenta a tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale, il pieno accesso all’istituto del matrimonio civile e che permetta così di sanare la più odiosa delle discriminazioni contenute nel nostro ordinamento giuridico”.

Ora ci si aspetta un acceso dibattito con il fronte del no, perchè la materia non è certo cosa da poter affrontare con facilità e leggerezza, investendo vari sfere, oltre quelle civili, che sono quelle morali e religiose tra i quali da sempre, per ovvie ragioni,  sono registrate le maggiori resistenze.

Sebastiano Di Mauro
27 luglio 2012

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