Primo trapianto di bacino al mondo eseguito a Torino

Primo trapianto di bacino al mondo eseguito a Torino

10088463-kVED-U10402133505175p3C-700x394@LaStampa_itÈ vero, la medicina a volte può fare veri e propri miracoli e quello che fino a qualche anno fa sembrava impossibile oggi può essere considerato come un’ipotesi per sconfiggere gravi mali. È sicuramente il caso di un ragazzo di 18 anni di Torino che, affetto da osteosarcoma, è stato operato all’Ospedale CTO di Torino dove gli è stato trapiantato l’emibacino. Il ragazzo era stato considerato inoperabile e ormai tutte le speranze sembravano perse e vane ma dopo 16 cicli di chemioterapia nel reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Regina Margherita, il giovane ha visto nelle parole dei medici un’occasione imperdibile. Infatti i medici dell’ospedale CTO sono stati per molti mesi impegnati a comunicare con gli Stati Uniti dove hanno fatto costruire un emibacino in titanio con rivestimenti in tantalio, materiale utile e necessario che si perfeziona con le ossa umane. Il dottor Raimondo Piana, responsabile Chirurgia oncologica ortopedica del CTO, ha rimosso l’emibacino destro e l’anca, mentre il Direttore della Clinica universitaria ortopedica del CTO, il professor Alessandro Massè, ha ricostruito la parte con la protesi arrivata direttamente dall’America con le misure perfette del paziente, prese attraverso una TAC. L’intervento è durato circa 12 ore e adesso il giovane è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Già sveglio, presto sarà trasferito nel reparto di Chirurgia oncologica dell’Ospedale. Felicissimi i genitori del ragazzo che non hanno mai perso la speranza perché “fino a qualche settimana fa era destinato a morte certa, oggi è sveglio, bello e con la prospettiva di tornare a camminare.” Proprio i genitori del ragazzo subito dopo l’uscita dalla sala operatoria del figlio hanno commentato l’attesa e la speranza che sia loro che il giovane hanno riposto nella medicina: “È stato proprio nostro figlio a insistere per fare l’intervento. Non ha mai smesso di credere che sarebbe guarito; ottimista, positivo, era il più convinto a farsi operare. Appena sveglio ci ha chiesto come era la ferita, pensa al recupero. Diceva di voler fare l’avvocato tributarista, adesso vuole fare il medico e aiutare gli altri”.

Enrica Iacono

26 febbraio 2015

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