Una lunga giornata per Renzi: «Possibile candidato fuori dal Nazareno ma non accettiamo diktat»

Una lunga giornata per Renzi: «Possibile candidato fuori dal Nazareno ma non accettiamo diktat»

 Pd: Renzi, sul carro non si sale, le idee sono quelleROMA — Una giornata campale e forse decisiva per le trattative riguardanti l’elezione del Presidente della Repubblica quella di Matteo Renzi, che parte incontrando Angelino Alfano e Maurizio Lupi.
Alle 9:00 invece si trova nella Sala Regina di Montecitorio, dove, di fronte all’Assemblea dei deputati del PD, ribadisce che il PD deve avere «un ruolo massimo e centrale» in questa elezione; un tentativo di rendere coeso il partito alla vigilia della prima votazione per eleggere il successore di Napolitano anche se non si lascia sfuggire l’occasione per commentare l’assenza di Berlusconi all’incontro con la delegazione di Forza Italia del giorno precedente e per ribadire che non si accettano veti: «Sono un contraente del patto del Nazareno e lo rivendico, il Capo dello Stato lo abbiamo sempre fatto con Forza Italia ma questo non significa che prendiamo il loro nome. Con FI abbiamo avuto un incontro civile, però non vogliono qualcuno con una storia militante nel nostro partito».
Durante i colloqui con i partiti è emerso chiaramente il bisogno di una figura di riferimento che sia politica e non tecnica. C’è inoltre la necessità di «chiudere la partita entro fine settimana; questo significa contemplare anche la giornata di domenica ma spero che non ce ne sia bisogno». L’idea di votare scheda bianca alle prime tre votazioni «resta la proposta migliore, ma decideremo domani e lo vedremo insieme».
Alle 10:00 il Premier si sposta al Senato, praticamente per confermare lo stesso messaggio agli esponenti del suo partito.

La giornata prosegue vedendo Pierferdinando Casini e, come aveva preannunciato, incontrando «molti di noi, personalità che hanno una storia importante». Alle 12:00 infatti avviene un faccia a faccia di mezz’ora con Pier Luigi Bersani, nel quale si parla di nomi, «abbiamo cominciato a ragionare e abbiamo ragionato bene», ma la strada è ancora lunga. Di seguito incontra Gianni Cuperlo e Roberto Speranza.
Subito dopo il tanto atteso appuntamento con Berlusconi, avvenuto alla presenza di Gianni Letta e Denis Verdini. Un confronto partito alle 13:40 e durato due ore. Nessuna dichiarazione è stata fatta ai giornalisti dal leader di Forza Italia, che ad incontro concluso si è immediatamente allontanato in auto. Solamente alla Camera, davanti ai grandi elettori di Forza Italia, dirà che «non abbiamo ancora individuato un candidato; saremo in consultazione permanente per arrivare ad un nome che possa darci garanzie».

L’intenzione di Renzi è di imporre il ritmo alle sedute, arrivando all’elezione del Presidente già alla quarta votazione, sabato mattina, quando non c’è più l’obbligo dei due terzi dell’assemblea. Chiede intesa, ma non vuole rinunciare «ai nostri valori e ideali. Il Presidente della Repubblica deve essere una storia raccontabile soprattutto al nostro interno, e come segretario non chiedo lealtà ma senso di responsabilità e consapevolezza per tutti. I nostri numeri ci impongono di essere uniti e compatti». Il borsino dei candidati al Quirinale «è più fluttuante del Nasdaq, ognuno ne ha uno suo», ma non sarà un’elezione con il metodo del winner is.

Domani alle 13, due ore prima dell’inizio del primo scrutinio previsto per le 15:00, ci sarà l’assemblea plenaria dei grandi elettori PD. Sarà questo il momento nel quale «decideremo insieme una proposta definitiva e le modalità attraverso cui renderla esplicita», senza fare il Presidente della Repubblica contro qualcuno; questa volta «non possiamo sbagliare colpo».

Paola Mattavelli
28 gennaio 2015

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