Tattoo e piercing: dopo la moda crescono i pentiti

Tattoo e piercing: dopo la moda crescono i pentiti

tatuaggio-piercingDopo un periodo in cui è esplosa la moda di Tattoo e piercing tra i giovani e non solo, perchè non è raro vedere ultracinquantenni farne orgogliosamente sfoggio, ora il fenomeno vede una tendenza inversa e cresce, sempre di più, il numero dei pentiti.

Purtroppo non è sempre possibile toglierli, ma esistono delle tecniche di chirurgia che in molti casi lo consentono. Anche se ci vuole tempo e soprattutto denaro.

Le ragioni del pentimento sono tra le più svariate e partendo da ragioni strettamente personali o di salute, passano soprattutto per esigenze professionali,

Secondo gli specialisti dermatologi del settore, chi vuole fare un passo indietro è in aumento e sono in controtendenza all’euforia dei tatuaggi e dei piercing che tuttora coinvolge i giovani, i quali non sempre si pongono l’interrogativo dell’eventuale dietrofront.

Il rovescio della medaglia infatti, quasi mai è avvertito e solo quando giunge il ripensamento ci si accorge delle difficoltà e della necessità di ricorrere alla chirurgia per ottenere quello che fino a dieci anni fa era ancora ritenuto una sorta di miracolo, ossia la cancellazione totale del tatuaggio, senza che ne rimanga traccia alcuna e senza effetti collaterali sulla salute.

I soggetti che si rivolgono al medico, come sostengono molti specialisti, lo fanno il più delle volte perchè il tatuaggio rappresenta per molti di essi il segno lasciato da un determinato periodo adolescenziale o da una certa relazione sentimentale che ora la persona in questione (generalmente tra i 20 e i 35 anni) vuole cancellare. Ciò perché non si identifica più con il segno che ci si è fatto incidere nella propria pelle, seguendo una moda o compiendo un viaggio in una località dove l’occasione di farsi tatuare è a portata di mano, se non addirittura offerta con insistenza. Al di là di questa ragione di fondo, in taluni casi la richiesta è suscitata da altri motivi come il disegno troppo banale o il suo posizionamento non ideale. Ma possono esistere anche ragioni socioeconomiche che inducono alla cancellazione del tatuaggio. Per esempio, ci sono posti di lavoro in cui si esige più o meno formalmente che non si portino tatuaggi visibili: sul dorso delle mani o sui polsi per chi lavora in un negozio di un certo livello come le gioiellerie; oppure sulle braccia o sugli avambracci per chi fa il poliziotto. Non mancano, infine, le richieste di togliere il tatuaggio per ragioni strettamente mediche, in particolare per le allergie che può aver sviluppato.

E consigliabile dunque pensarci più di una volta prima di farsi incidere, per evitare di subire conseguenze dannose per il proprio benessere psicofisico o più semplicemente di pentirsi.

Redazione
16 agosto 2014

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