Come trovare lavoro in tempo di crisi

Come trovare lavoro in tempo di crisi

Precarietà, contratto a progetto e conseguente incertezza la fanno da padrone tra i giovani. Il famigerato “le faremo sapere” è diventato un cult per chi è in cerca di un lavoro, e sono tanti. Le ultime spaventose cifre dell’Istat parlano di un tasso di disoccupazione pari al 13,6% nei primi tre mesi. Senza lavoro sono in 3,5 milioni.

stress-au-travail_4085380Squinzi non ha usato mezzi termini: “Strisciamo sul fondo” mentre il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan definisce la crescita molto debole. L’Eurostat ha fotografato un dato altrettanto preoccupante: nell’Euro-zona la disoccupazione è rispettivamente all’11,4% e al 10,2% mentre la percentuale dei disoccupati sotto i 25 anni sfiora il 23%.

In un paese in cui i soldi destinati ai giovani finiscono nella realizzazione di orrende infrastrutture e spariscono nelle tangenti di casi come l’ultimo “lagunopoli” o “tangentopoli di Venezia” , il lavoro non c’è. In molti sostengono che occorre inventarselo. Un giovane su due non lavora. Inoltre, molti di loro hanno smesso di cercare un lavoro poiché sfiduciati e convinti di non trovarlo. Come si può risolvere il problema?

Tra le proposte di una generazione che deve necessariamente essere intraprendente per sopravvivere, spicca il settore agricolo. In molti tornano alla madre terra.

I lavori che offrono maggiori opportunità sono i Seguenti:

  • Servizi turistici (camerieri, cuochi, portieri di notte)
  • Servizi qualificati (segreteria generale)
  • Edilizia
  • Servizi legati alla clientela
  • Servizi sanitari
  • Industria alimentare
  • Servizi sociali
  • Falegnameria
  • Biologia

 Senz’altro un elenco che sembra fornire poche speranze ai molti giovani ambiziosi che compongono la forza trainante di una generazione che non deve smettere di sognare. Gli ingegneri, i ricercatori, i filosofi e le altre figure professionali che non appartengono a questo elenco

sono quelle che risultano maggiormente debilitate. Tecnici di amministrazione bancaria (settore più in crisi poiché origine della stessa), operai specializzati e personale non qualificato, logistica, corrieri, addetti al marketing,venditori, commessi e tecnici amministrativi sono le professioni più colpite dalla violenza di questa crisi finanziaria continentale e internazionale. Per coloro i quali si mettono in proprio, il peso della pressione fiscale lascia pochissimo spazio al guadagno personale.

Le nuove leve di questa generazione sono tornate alla terra. Tra le attività imprenditoriali preferite il settore agricolo è al terzo posto, segnando così un significativo ritorno dei giovani alla campagna. L’unico settore in cui la percentuale degli under 30 non ha registrato cali.

I motivi di questo cambiamento di aspirazioni vanno ricercati nella notevole difficoltà di trovare un impiego e questo settore, nonostante un contesto economico debilitante, presenta un buon business. Un’imprenditoria globalizzata che sgambetta il mondo dei mercati e delle banche. Tra gli elementi che riscontrano un ruolo in questa inversione di tendenza si registrano gli incentivi statali ma anche regionali. Le regioni offrono un sostegno per l’avvio di attività di natura agricola.

Inventarsi un lavoro invece non è facile. Non tutti sono come il fondatore della Apple, Steve Jobs, che dal suo garage ha fondato un impero internazionale. In Italia una simile avventura non sarebbe mai nata, schiacciata sul nascere dalle tasse e dalla burocrazia del bel paese, imbattibile in queste cose.

Tuttavia, per fare impresa in Italia esistono alcune soluzioni come blog istituzionali regionali che costituiscono un riferimento amministrativo e finanziario. Per esempio: in rete c’è la Filas che ha sede in Lazio mentre in Toscana troviamo Giovanisi.it.

Trovare lavoro è diventata un’impresa ardua e il cosiddetto contratto a tempo indeterminato un lontano miraggio. In questa spasmodica ricerca sono essenziali, originalità, pazienza, tenacia ed intraprendenza. Perché cercare lavoro richiede tempo e denaro.

L’Italia è un paese circolare, gattopardesco in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero”. Augurandoci che la lungimirante analisi di Pierpaolo Pasolini negli Scritti Corsari del 1975 possa essere smentita, cercare lavoro per ora, resta il più grande problema dei giovani italiani. Il paese non può non investire sul proprio futuro, altrimenti la situazione che ci ritroveremo tra dieci anni sarà ingestibile.

Di Manuel Giannantonio

11 Giugno 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook