Indignati: Figli di una nuova democrazia

Indignati. Una parola che descrive bene i sentimenti dei giovani d’oggi che si ritrovano a far i conti con lavori precari e l’incertezza data da governi poco “attenti” a preservare la cultura, vero motore che da benessere alle società e quindi delle nazioni. Cominciò tutto in Spagna, quando nel mese di maggio un gruppo sempre più ampio di giovani, universitari o precari avevano occupato per settimane Puerta del Sol di Madrid per protestare contro il governo di Zapatero. Da molti questa fu chiamata “Spanish Revolution”, gli indignados chiedevano una riforma della società e della politica per evitare che il decadimento delle nazioni.

Era presumibile che da quel momento in poi il movimento degli “indignati” avrebbe potuto smuovere gli animi anche degli altri giovani europei (e non solo). Ed è stato proprio così, da maggio ad oggi stiamo assistendo ad un nuovo movimento che si affaccia in maniera attiva sulla scena politica cercando di attirare l’attenzione sui problemi della società manifestando, senza troppe violenze, il proprio disagio. Un indignazione che non si è fermata nella penisola iberica ma che ha contagiato perfino gli Stati Uniti dove nelle scorse settimane i giovani americani hanno manifestato contro le banche e Wall Street. Gli indignati americani, riuniti nel movimento “Occupy Wall Street“, si sono accampati per due settimane davanti alla sede della Borsa (Causandone la sospensione negli scorsi giorni per un intero pomeriggio), arrivando poi il 1 ottobre ad invadere il ponte di Brooklyn bloccando il traffico.
Vi abbiamo intrattenuto in questo brevissimo riepilogo delle azioni degli indignati per parlarvi di quanto successo quest’’oggi. Nella giornata odierna difatti gli indignati di molte nazioni del mondo avevano organizzato contemporaneamente delle proteste per far capire ai vari governi i problemi da risolvere, anche in Italia vi è stata una “indignazione” a Bologna dove si è manifestato davanti alla Banca d’Italia di piazza Cavour. Una ragazza di 23 anni è finita in ospedale dopo alcuni scontri con la polizia.
Resta la presa di coscienza, anche nel bel paese, della formazione di una nuova democrazia, diretta e che ha voglia di far migliorare la società.
 

 

di Enrico Ferdinandi

 

12 ottobre 2011

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