A regà fa caldo

Ti “svegli” la mattina. Le virgolette sono necessarie, perché il termine “svegliarsi” presuppone che tu abbia in qualche modo dormito. Cosa che, a meno che tu non abbia un condizionatore in camera, non è possibile.
Dopo esserti sciacquato di dosso il sudore che tanto ricomincerai a breve a grondare, e averne usato una piccola parte come fosse gel, prepari il borsello che dovrai portare con te indipendentemente da dove andrai. Non contiene magnesio, potassio o sali minerali. Contiene la maglietta di ricambio che sarà necessaria indipendentemente dalla distanza percorsa.
Per sopportare meglio l’afa, passi esclusivamente attraverso le zone d’ombra, e ogni volta che becchi un bar compri una coca cola con la scusa di reintegrare gli zuccheri. Già siamo in piena estate, almeno godiamoci gli aspetti positivi. Dopo un altro paio di metri però l’effetto rinfrescante finisce e la bocca ricomincia ad impastarsi per colpa degli zuccheri da te assunti poc’anzi. Così dopo aver invocato ogni divinità di qualsiasi pantheon politeistico e non, ti fermi in un altro bar e ti limiti a prendere una boccetta d’acqua.
Che la tua interminabile giornata sia stata di lavoro, di ferie, di ozio o di svago, una volta tornato a casa il tuo primo istinto sarebbe di scegliere i vestiti adatti per la serata, dato che con questo clima l’unico momento della giornata in cui si può vivere realmente è la notte inoltrata. Ma proprio mentre ti appresti a fare sfoggio della tua indole da animale notturno, il salvifico getto dell’aria condizionata discende su di te facendoti piombare in un momentaneo torpore che non sarà comunque abbastanza per farti passare la notte senza inumidire di nuovo il letto con il tuo stesso sudore.
Tutto ciò ti porta alla mente una frase che i telegiornali ci ripetono spasmodicamente da anni.
Questa è l’estate più calda di sempre
Ormai è diventato una sorta di mantra. Un canto rituale con cui sappiamo già che avremo a che fare dagli ultimi di maggio ai primi di ottobre. Un ritornello ormai talmente abusato da essere diventato un meme, così tanto da farci dimenticare che è anche un po’… vero. Ogni estate si rivela sistematicamente più calda della precedente e nulla sembra cambiare questo circolo vizioso.
Se può esservi di consolazione, non siamo gli unici. In Europa ci sono zone dove la situazione climatica è ancora più critica. In Spagna si raggiungono temperature superiori ai 40 gradi. La Francia è il vero e proprio epicentro dell’ondata di caldo. Solo in Germania si comincia a intravedere la speranza di un calo nelle zone più settentrionali del paese. E sembra ormai assodato che non vedremo alcun miglioramento prima della fine del mese.
Ovviamente i rischi peggiori sono quelli per la salute.
Non è certo un caso che il caldo sia noto anche come “killer silenzioso”. Il calore estremo può infatti avere conseguenze estremamente dannose per la salute pur non presentando sintomi evidenti come quelli di un infarto o di un ictus. Per reagire alle temperature infatti, il corpo umano dilata i vasi sanguigni e ridurre la pressione, portando di conseguenza all’aumento del battito cardiaco. In un fisico già debilitato o fragile, ciò può avere conseguenze molto gravi. Stando ad un rapporto dell’OMS, circa 200.000 decessi negli ultimi quattro anni, sono riconducibili al caldo.
Cosa fare dunque?
Ovviamente le raccomandazioni sono sempre le stesse. Evitare di uscire nelle ore più calde, idratarsi spesso e mangiare molta frutta e verdura.
Alla fine questo articolo non vuole certo avere pretese divulgative in ambito scientifico, o presentare contenuti imprevedibili, colpi di scena o messaggi rivoluzionari.
Vuole essere solo un modo per affrontare con simpatia e leggerezza una quotidianità che alla lunga può essere snervante, ma che ci dovremo portare avanti ancora per un paio di mesi buoni. Magari una piccola dose di ironia può rendere più sopportabile una realtà frustrante.
Anche se tutto ciò non cambia un fatto indiscutibile.
A regà fa caldo.




