Chiara Ferragni, nuove cause dopo il Pandoro-gate: la battaglia legale non è ancora finita
Sembrava che il capitolo giudiziario legato al Pandoro-gate fosse ormai arrivato alla conclusione, ma per Chiara Ferragni i problemi legali non sono ancora terminati. Dopo il proscioglimento nel procedimento penale relativo ai casi del pandoro Balocco e delle uova di Pasqua, l’imprenditrice digitale si trova ora ad affrontare una nuova fase, caratterizzata da ulteriori azioni giudiziarie sul fronte civile.
La vicenda che ha coinvolto Ferragni è iniziata alla fine del 2023, quando l’Autorità garante della concorrenza e del mercato contestò una pratica commerciale ritenuta ingannevole nelle campagne promozionali legate a prodotti presentati come iniziative benefiche. In seguito si è aperta anche un’indagine penale per truffa aggravata, conclusasi però con il proscioglimento dell’influencer. Il giudice ha infatti escluso l’aggravante della minorata difesa dei consumatori, riqualificando il fatto come truffa semplice. Dato che le querele erano state nel frattempo ritirate dopo gli accordi risarcitori raggiunti con le associazioni dei consumatori, il procedimento non ha potuto proseguire. La chiusura del processo penale, però, non significa automaticamente la fine di ogni contenzioso. Alcuni consumatori e soggetti coinvolti stanno infatti valutando o hanno avviato nuove iniziative in sede civile, con l’obiettivo di ottenere eventuali risarcimenti o far valere i propri diritti attraverso percorsi distinti rispetto a quello penale. Si tratta di procedimenti che seguono regole diverse e che non mettono nuovamente in discussione il reato contestato, ma possono riguardare eventuali danni economici o patrimoniali lamentati dalle parti interessate.
Dal canto suo, Chiara Ferragni continua a sostenere di avere già riconosciuto gli errori commessi sul piano della comunicazione commerciale. L’imprenditrice ha più volte ricordato di aver pagato le sanzioni amministrative, effettuato donazioni milionarie e raggiunto accordi risarcitori con diverse associazioni dei consumatori. Secondo la sua difesa, il procedimento penale non avrebbe mai dovuto essere avviato perché la vicenda era già stata affrontata nelle sedi competenti sotto il profilo amministrativo. E intanto, sul piano professionale, Ferragni continua il percorso di rilancio della propria immagine dopo un periodo particolarmente difficile. Lo scandalo ha avuto pesanti conseguenze sulla reputazione dell’influencer, provocando la perdita di numerosi contratti commerciali e una significativa riduzione delle collaborazioni con i marchi internazionali. Negli ultimi mesi ha però ripreso gradualmente l’attività sui social network e ha cercato di ricostruire il rapporto con il pubblico.
Resta ora da capire quale sarà l’esito delle nuove cause. I procedimenti civili richiedono tempi spesso lunghi e potrebbero protrarsi ancora per mesi, se non per anni. Anche se il capitolo penale può considerarsi sostanzialmente chiuso, la vicenda giudiziaria di Chiara Ferragni è quindi destinata a proseguire. Le prossime decisioni dei tribunali saranno importanti non solo per l’imprenditrice, ma anche perché potrebbero contribuire a definire in modo sempre più chiaro le responsabilità degli influencer nelle campagne pubblicitarie e nelle iniziative benefiche promosse attraverso i social network.




