Biennale di Venezia, torna il padiglione Russia: l’UE blocca 2 milioni di fondi europei
È polemica sulla riapertura del padiglione della Russia alla prossima Biennale di Venezia. Già prima dell’ufficializzazione della decisione, diversi Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia, avevano espresso la propria contrarietà. La Commissione europea aveva inoltre chiesto più volte alla Fondazione La Biennale di fornire chiarimenti in merito alle indiscrezioni sulla possibile riammissione della Russia, manifestando le proprie preoccupazioni. Non ritenendo soddisfacenti le risposte ricevute, l’UE ha deciso di revocare il contributo di 2 milioni di euro destinato alla Biennale.
Il ritorno del padiglione russo e lo stop ai fondi europei
La Russia tornerà con un proprio padiglione alla prossima Biennale di Venezia, ma la decisione ha già acceso un acceso dibattito, dando origine al cosiddetto “caso Russia”. Mosca è proprietaria di un padiglione ai Giardini della Biennale dal 1914. L’ultima partecipazione risale però al 2019: nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina, il padiglione rimase chiuso, mentre nel 2024 lo spazio fu temporaneamente assegnato alla Bolivia, Paese che mantiene relazioni diplomatiche con il Cremlino.

Padiglione della Russia alla Biennale di Venezia.
Foto: KASA – Alexandra Kovaleva/Kei Sato
Dopo aver chiesto più volte chiarimenti alla Fondazione La Biennale sulla possibile riammissione della Russia, la Commissione europea ha raccomandato ufficialmente all’European Education and Culture Executive Agency (EACEA) di interrompere il finanziamento di 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia.
Lo stop ai fondi europei non è arrivato all’improvviso. Già in primavera circolavano indiscrezioni sulla riapertura del padiglione russo e diversi Paesi avevano espresso la propria contrarietà. Tra questi anche l’Italia: il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva manifestato il proprio dissenso, senza però ottenere un ripensamento da parte della Fondazione. Parallelamente, anche la Commissione europea e l’EACEA avevano inviato diverse lettere alla Biennale, chiarendo che la riapertura del padiglione avrebbe potuto comportare la revoca del contributo europeo.
La decisione della Commissione europea e la replica della Biennale
A metà maggio la Biennale ha ufficializzato il ritorno del padiglione russo e la Commissione europea ha dato seguito all’avvertimento. La decisione di interrompere il finanziamento è stata motivata dalla vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen, secondo cui la scelta è stata adottata “dopo una valutazione delle risposte della Biennale a giustificazione della riapertura del padiglione della Russia”.
Virkkunen ha spiegato che il provvedimento è stato preso nel rispetto dei valori democratici che, a suo giudizio, dovrebbero essere alla base delle politiche culturali dell’Unione europea.
La replica della Biennale non si è fatta attendere. In una nota, la Fondazione ha dichiarato: “Apprendiamo su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte, di decisioni assunte in merito al contributo alla Biennale di Venezia dell’European Education and Culture Executive Agency (EACEA)”.
La Fondazione ha inoltre precisato di aver risposto nei tempi previsti a tutti i quesiti contenuti nella terza lettera ricevuta dall’EACEA e di essere in attesa di una comunicazione tecnica formale per valutare gli eventuali passi successivi e tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti. La Biennale ha infine sottolineato che i programmi interessati proseguiranno regolarmente, poiché il contributo europeo rappresenta soltanto una quota marginale del loro finanziamento.




