Valentino, il patrimonio miliardario a una fondazione in Liechtenstein: così lo stilista ha deciso il futuro della sua eredità
Un patrimonio stimato tra 1,5 e 2 miliardi di euro affidato a un’unica fondazione. È questa la scelta con cui Valentino Garavani ha deciso di garantire continuità alla propria eredità artistica e patrimoniale, evitando la dispersione di beni costruiti in una vita di successi. A quasi sei mesi dalla scomparsa dello stilista, morto il 19 gennaio scorso all’età di 93 anni, emergono infatti i dettagli del suo testamento, che indicano come erede universale la Valentino Garavani – Giancarlo Giammetti Foundation, con sede a Valduz, nel Principato del Liechtenstein. La fondazione ha formalmente accettato l’eredità il 15 aprile 2026, dando avvio al trasferimento del patrimonio.
L’inestimabile lascito comprende alcuni dei beni più iconici appartenuti allo stilista: il megayacht TM Blue One, lungo 46 metri, preziose opere d’arte firmate da Andy Warhol e Pablo Picasso, immobili di straordinario valore come il Castello di Wideville, alle porte di Parigi, e Villa Letizia sull’Appia Antica a Roma, oltre a importanti investimenti finanziari e liquidità detenute anche su conti esteri. Parte di questi benefici risulta già intestata alla fondazione del Liechtenstein, che diventa così il perno della gestione dell’intero patrimonio.
Il testamento era stato affidato il 29 marzo 2023 al notaio svizzero Rolf Schneider, a Gstaad, e successivamente depositato presso un notaio a Roma dopo la morte dello stilista. Valentino non aveva figli né altri eredi legittimari e poteva quindi disporre liberamente di tutti i suoi beni, senza vincoli previsti dalla quota di legittima. Una libertà che gli ha permesso di costruire una successione particolarmente articolata. Sebbene la fondazione sia stata nominata unico erede, il testamento prevede infatti anche una serie di legati e donazioni destinati alle persone più vicine allo stilista, pur senza indicarne pubblicamente i dettagli. Secondo le ricostruzioni di Mario Gerevini, giornalista del Corriere della Sera, tra i beneficiari figurerebbero il compagno Vernon Bruce Hoeksema, l’amico, socio storico ed ex compagno Giancarlo Giammetti, il nipote Piero Villani e altri collaboratori e persone che hanno condiviso con Valentino il percorso professionale e personale.
La scelta di affidare tutto a una fondazione non rappresenta soltanto uno strumento di pianificazione successoria, ma anche una precisa strategia per preservare nel tempo un patrimonio unico. Attraverso un ente dedicato, infatti, diventa possibile mantenere unita la collezione di immobili, opere d’arte e partecipazioni finanziarie, garantendo una gestione continuativa e programmando nel tempo eventuali assegnazioni di liquidità, beni mobili, utilizzo di immobili o opere d’arte ai beneficiari indicati dallo stilista. Non è escluso, inoltre, che la fondazione possa assumere anche un ruolo culturale, contribuendo a custodire e valorizzare l’eredità creativa di Valentino Garavani e sostenendo iniziative legate alla moda, all’arte e alla conservazione del suo patrimonio. Si tratta, del resto, di una soluzione già adottata in passato da altri grandi protagonisti dell’imprenditoria e della cultura, che consente di conciliare la tutela del patrimonio con la volontà del fondatore.
Con questa decisione Valentino lascia non solo una delle firme più prestigiose della moda internazionale, ma anche un modello di successione costruito per garantire stabilità, continuità e valorizzazione di un patrimonio destinato a restare un punto di riferimento ben oltre la sua scomparsa.




