Scandalo “Dark Horse”: il film su Bolsonaro che sta distruggendo la campagna del figlio Flávio
Il film che avrebbe dovuto rilanciare e ripulire l’immagine di Jair Bolsonaro, storico leader dell’estrema destra brasiliana, sta invece producendo l’effetto opposto. Dark Horse, la pellicola biografica in uscita a settembre dedicata all’ex presidente oggi condannato e detenuto, si è trasformata in un caso politico capace di mettere in difficoltà la campagna elettorale del figlio Flávio Bolsonaro. Più che rafforzarne la candidatura, il film sta riportando alla luce le ombre che da anni circondano il clan Bolsonaro: scandali, rapporti opachi e vicende controverse che rischiano di compromettere l’ascesa politica dell’erede designato della destra brasiliana.
L’indagine sui soldi che hanno sostenuto la pellicola
Nel panorama della propaganda politica brasiliana, Dark Horse sta facendo molto discutere. Nel film, Jair Bolsonaro è interpretato da Jim Caviezel, attore che nella vita è anche diventato attivista radicale e sostenitore di Donald Trump. Nel film, Caviezel veste i panni di Bolsonaro che lo raffigurano come una figura quasi messianica. Un ritratto non casuale, pensato per conquistare l’elettorato conservatore ed evangelico che ancora sostiene il bolsonarismo. Una strategia comunicativa considerata fondamentale dopo la condanna dell’ex presidente a 27 anni di carcere per il tentato colpo di Stato del 2022.
Con Bolsonaro ineleggibile e fuori dai giochi politici, il figlio Flávio si è proposto come naturale successore alla guida della destra brasiliana. L’obiettivo del film era chiaro: ripulire il nome della famiglia e rilanciare il marchio politico Bolsonaro in vista delle elezioni. Ma il progetto si è rapidamente trasformato in un boomerang politico.
Diverse inchieste giornalistiche hanno infatti rivelato che Dark Horse sarebbe stato finanziato con fondi legati al caso “Banco Master”, uno dei più grandi scandali finanziari brasiliani degli ultimi anni. Al centro della vicenda c’è il banchiere Daniel Vorcaro, arrestato con l’accusa di aver orchestrato una frode miliardaria. Secondo gli investigatori, parte del denaro utilizzato per completare la produzione del film proverrebbe proprio da ambienti collegati allo scandalo bancario.

Foto: therealjimcaviezel via Instagram
La scoperta ha avuto conseguenze immediate anche sul piano elettorale. Prima dell’esplosione del caso, Flávio Bolsonaro era distante solo tre punti dal presidente Lula nei sondaggi. Dopo la pubblicazione delle inchieste sui finanziamenti del film, il distacco sarebbe aumentato sensibilmente, arrivando a circa nove punti percentuali.

Foto: Screenshot da Il Post
Come il film sta influenzando le elezioni
Le rivelazioni sui finanziamenti di Dark Horse hanno colpito duramente la candidatura di Flávio Bolsonaro. L’idea iniziale era quella di prendere le distanze dagli scandali che avevano travolto il padre e costruire una nuova narrazione attorno alla famiglia Bolsonaro. Tuttavia, ciò che è emerso dietro la produzione del film ha finito per aggravare ulteriormente la situazione politica del candidato.
Il problema principale riguarda la credibilità. Da anni il bolsonarismo costruisce parte della propria retorica sulla lotta alla corruzione e contro le élite politiche considerate compromesse. Lo scandalo legato ai finanziamenti del film rischia però di svuotare questo messaggio, trasformandolo agli occhi di molti elettori in una contraddizione difficile da ignorare.
A pesare sulla candidatura di Flávio c’è poi il peso dell’eredità politica del padre. Essere il figlio di un ex presidente condannato e incarcerato rappresenta un ostacolo importante per una parte dell’elettorato brasiliano, che teme un ritorno del bolsonarismo sotto una nuova forma. Molti vedono infatti la candidatura di Flávio come un tentativo della famiglia Bolsonaro di mantenere il controllo politico del movimento conservatore nonostante la caduta dell’ex presidente.

Foto: Wilton Junior/Estadão Conteúdo
Le preoccupazioni non arrivano soltanto dai cittadini. Anche all’interno della destra brasiliana cresce il timore che il nome Bolsonaro sia diventato troppo fragile e divisivo per poter guidare nuovamente il Paese. Alcuni alleati conservatori ritengono che continuare a puntare sulla famiglia possa indebolire l’intero fronte di destra nelle prossime elezioni.
Per Flávio Bolsonaro si prospettano quindi mesi complicati. La candidatura nata per mantenere forte il peso politico del cognome Bolsonaro rischia ora di produrre l’effetto opposto: trasformare quell’eredità nel principale ostacolo alla sua corsa presidenziale.




