Occhi sul mondo

CUBA
Il Messico ha annullato una spedizione di petrolio destinata a Cuba. La presidente Claudia Sheinbaum ha chiarito che si tratta di una decisione «sovrana assunta nel momento ritenuto opportuno», priva di qualsiasi legame con le pressioni esercitate dagli Stati Uniti guidati da Donald Trump. Tuttavia, appaiono evidenti i diffusi timori di possibili ritorsioni statunitensi nei confronti del vicino meridionale. Non a caso, la Casa Bianca ha recentemente ribadito la minaccia di operazioni militari unilaterali contro i cartelli della droga in territorio messicano, proprio mentre Washington e Città del Messico sono impegnate nella rinegoziazione dell’accordo di libero scambio nordamericano Usmca (Usa-Messico-Canada), del valore di mille miliardi di dollari.
Nel frattempo, Pechino, per mezzo del portavoce GuoJiakun, ha condannato ogni iniziativa ostile nei confronti dell’Avana, offrendo sostegno e assistenza: «Esortiamo gli Stati Uniti a cessare di compromettere la pace e la stabilità regionale e li invitiamo a revocare immediatamente il blocco e il regime sanzionatorio. La Cina continuerà a garantire a Cuba tutto il supporto e l’assistenza possibili».
La persistente carenza di carburante, aggravata dall’embargo statunitense nei confronti del Venezuela, sta provocando blackout sempre più estesi sull’isola caraibica, che confidava nelle forniture sostitutive di greggio messicano per soddisfare, almeno in parte, il fabbisogno energetico interno.
CINA – BRASILE
La multinazionale mineraria cinese Cmoc ha formalizzato l’acquisizione delle attività aurifere della canadese Equinox Gold in Brasile per un valore di circa un miliardo di dollari. In particolare, le autorità di regolamentazione brasiliane hanno autorizzato il trasferimento della miniera Aurizona nel Maranhão, della miniera RiachodosMachados nel Minas Gerais e del Complexo Bahia, che comprende i giacimenti di Fazenda e Santa Luz.
L’obiettivo della società con sede a Luoyang, nella provincia di Henan, è procedere a un accumulo discreto ma sistematico di asset strategici, così da attenuare i rischi derivanti da eventuali sanzioni secondarie, mentre il valore dell’oro continua a crescere sull’onda dell’instabilità geopolitica globale. Inoltre, l’espansione indiretta delle riserve auree, e di altri metalli preziosi, della Repubblica Popolare Cinese si presta a sostenere, in prospettiva, una potenziale e repentina dedollarizzazione dell’architettura economico-finanziaria mondiale.
CAUCASO
Il primo ministro della Georgia, Irak’liK’obakhidze, ha annunciato la creazione di valichi doganali congiunti con Azerbaigian e Armenia. Il leader di Sakartvelo (nome georgiano del paese) ha dichiarato che tale decisione rientra in una più ampia strategia volta a trasformare lo Stato caucasico in un polo logistico «multifunzionale» in un contesto internazionale che sta rivalutando le principali rotte commerciali.
Il progetto, sostenuto dalla Asian Development Bank, si inserisce nel rafforzamento dell’asse stradale Est-Ovest, della ferrovia Baku-Tbilisi-Kars, diretta verso Turchia ed Europa, nonché nello sviluppo della rete di dry ports (terminal intermodali interni) e, soprattutto, del porto di Anaklia sul Mar Nero. Tbilisi si impegna così a garantire l’accesso al Ponto Eusino a sette paesi privi di sbocco diretto sul mare: Azerbaigian, Armenia e cinque Stati dell’Asia Centrale.
SPAZIO – UE
Il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, AndriusKubilius, ha annunciato l’avvio di Govsatcom, il programma di telecomunicazioni satellitari volto a mettere in comune tra i Ventisette le capacità operative di otto satelliti geosincroni, già in orbita, appartenenti a cinque Stati membri.
L’obiettivo strategico consiste nel dotare l’Unione Europea di una rete criptata e sovrana destinata a impieghi militari e di sicurezza, riducendo al contempo la dipendenza dai fornitori privati statunitensi, primo fra tutti Starlink di Elon Musk. Govsatcom sarà inoltre integrato nella futura costellazione multiorbitale Iris, il cui dispiegamento è previsto per il 2029.
SPAGNA
Il governo guidato da Pedro Sánchez ha approvato un piano volto alla regolarizzazione di circa 500 mila immigrati irregolari, consentendo loro di lavorare «in qualsiasi settore e su tutto il territorio nazionale».
La misura riguarda coloro che risiedono in Spagna da almeno cinque mesi e che abbiano presentato domanda di asilo entro il 31 dicembre 2025. I beneficiari non dovranno possedere precedenti penali e la regolarizzazione si estenderà anche ai figli già presenti nel paese iberico.
Il provvedimento sarà adottato mediante decreto reale, dunque senza il passaggio parlamentare, dove la coalizione di governo non dispone della maggioranza.




