Il “no” di Anthropic al Pentagono
L’intelligenza artificiale e le sue potenziali applicazioni sono nuovamente al centro del dibattito pubblico.
Nel corso della giornata di ieri, Dario Amodei, CEO della start up specializzata nell’intelligenza artificiale Anthropic, ha dichiarato di non poter permettere, in buona coscienza, l’accesso illimitato alla sua tecnologia da parte della Casa Bianca per scopi militari.
A causa di ciò c’è già chi teme uno scontro pubblico con l’amministrazione Trump, che adesso minaccia di revocare il contratto della compagnia.
Anthropic, creatrice del chatbot Claude, ha specificato che non intende ritirarsi dai negoziati, ma che il nuovo contratto ricevuto dal Dipartimento della Difesa “non contiene reali progressi sulla prevenzione dell’uso di Claude per la sorveglianza di massa degli americani o per l’uso di armi automatizzate.”
Amodei ha inoltre dichiarato che “la priorità del Dipartimento è la ricerca di appaltatori più in linea con la loro visione, ma dato l’apporto unico che Anthropic può fornire alle forze armate, si augurano che possano riconsiderare la loro linea d’azione.”
Sean Parnell, principale portavoce del Pentagono (il quale ha contratti anche con Google, OpenAI e xAI di Elon Musk), ha scritto sui social media che l’esercito non ha alcun interesse nell’utilizzare l’IA per sorvegliare le masse (cosa illegale), e nello sviluppo di armi che possano essere utilizzate senza il coinvolgimento di esseri umani.
Ha inoltre ribadito l’intenzione di utilizzare il modello di Anthropic esclusivamente nel rispetto della legge, ma anche che aprire all’uso della loro tecnologia in operazioni militari potrebbe prevenire la compromissione di operazioni militari critiche.
“Non permetteremo a nessuna compagnia di dettare legge su come prendiamo decisioni operative” ha dichiarato Parnell.
Le tensioni che ora stanno andando esacerbandosi tra le due parti, sarebbero iniziate da svariati mesi. Amodei ha affermato che se il Pentagono non riconsidererà le sue posizioni farà il possibile per “garantire una transizione più fluida possibile ad un altro fornitore.”
Emil Michael, sottosegretario alla difesa per ricerca e ingegneria, ha attaccato pubblicamente Amodei, accusandolo di avere “un complesso di Dio, e di non desiderare altro che prendere il controllo dell’esercito degli Stati Uniti, mettendo a rischio la sicurezza nazionale.”
Il senatore repubblicano Thom Tillis, del Nord Carolina, il quale non sarà rieletto, asserisce invece che il Pentagono starebbe trattando la materia in maniera non professionale, e che “Anthropic sta facendo il possibile per proteggerci da noi stessi.”
“Perché diavolo questa conversazione sta avvenendo in pubblico? Non è questo il modo per portare avanti una trattativa con un fornitore strategico. Quando una compagnia rifiuta opportunità economiche per paura di conseguenze negative, dovremmo ascoltarla e riflettere a porte chiuse su cosa stiano cercando di prevenire.”
Il senatore Mark Warner, della Virginia, il principale membro democratico del Comitato per l’Intelligence del Senato, si è detto profondamente turbato dalle notizie secondo cui il Pentagono starebbe “bullizzando una compagnia americana di spicco.”
“Sfortunatamente, questa è la riprova di come il Dipartimento della Difesa punti a ignorare completamente il controllo dell’IA, e sottolinea ulteriormente la priorità per il Congresso degli Stati Uniti di esercitare un controllo forte e vincolante dei meccanismi dell’IA nel contesto della sicurezza nazionale.”
Mentre il Pentagono dichiara pubblicamente di voler usare la tecnologia dell’IA nel rispetto delle norme vigenti, il Dipartimento della Difesa starebbe agendo per cambiare la cultura tra i ranghi legali militari.
Il segretario della difesa Pete Hegseth ha infatti dichiarato a Fox News lo scorso febbraio di essere alla ricerca di avvocati che forniscano consigli costituzionali solidi, piuttosto che ostacolare qualsiasi operazione.
Coerentemente con le sue parole, lo scorso mese Hegseth ha licenziato i principali rappresentanti legali dell’esercito e dell’aeronautica militare senza alcuna spiegazione ufficiale.




