Epstein, l’ombra che non lascia la Corona: William e Kate rompono il silenzio

La prima reazione ufficiale dei vertici della monarchia britannica al nuovo terremoto legato ai cosiddetti “Epstein files” arriva dai principi di Galles. In una nota diffusa da Kensington Palace, il principe William e Kate Middleton hanno espresso la loro “profonda preoccupazione” per le “continue rivelazioni” emerse negli ultimi giorni, sottolineando come il loro pensiero sia “rivolto alle vittime”. Nessun riferimento diretto al principe Andrea, ma il messaggio è chiaro: una nuova rivelazione di uno scandalo che non riguarda più solo il comportamento di un singolo membro, ma il modo in cui la Corona ha gestito – e contenuto – il caso.
Si tratta della prima presa di posizione ufficiale di William e Kate da quando, poco più di una settimana fa, sono stati pubblicati nuovi documenti giudiziari legati al caso Epstein. Documenti che hanno riportato sotto i riflettori il ruolo dell’ex duca di York e i suoi rapporti con il finanziere statunitense morto suicida in carcere nel 2019. La posizione di Andrea all’interno della famiglia reale è stata progressivamente smantellata nel corso degli anni. Già nel 2022 era stato estromesso dalla vita pubblica e privato degli incarichi ufficiali. La rimozione formale dei titoli reali e degli onori, però, è arrivata ben più tardi: a sancirla è stato re Carlo III tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2025, dopo gli ultimi sviluppi dello scandalo.
Il comunicato dei principi di Galles arriva dopo giorni di silenzio da parte dei membri più in vista della famiglia reale. A romperlo, per primo, era stato il principe Edoardo, che intervenendo al World Government Summit di Dubai aveva ricordato come fosse “necessario non dimenticare le vittime”, sottolineando che “sono state moltissime”. Parole misurate, ma significative, in una famiglia che da sempre calibra con attenzione la propria comunicazione pubblica.
Il disagio, tuttavia, non resta confinato nei comunicati ufficiali. Lo scorso giovedì re Carlo III è stato apertamente contestato durante una visita pubblica a Dedham, nell’Essex. Tra la folla qualcuno gli ha chiesto se avesse sollecitato la polizia ad aprire un’indagine sul fratello. Scene simili si sono ripetute a Clitheroe, nel Lancashire, dove un uomo ha gridato: “Da quanto tempo sai di Andrea ed Epstein?”. Il sovrano ha proseguito senza rispondere.
I nuovi documenti gettano ulteriore luce sui rapporti tra Epstein e l’entourage di Andrea. Email compromettenti mostrano un legame stretto con Sarah Ferguson, ex moglie del principe, che definiva il finanziere “il fratello” che aveva “sempre desiderato”, lodandolo come una “leggenda” e chiedendogli ripetutamente denaro. Un rapporto proseguito anche dopo l’arresto di Epstein e che avrebbe incluso incontri con le figlie della coppia, Beatrice ed Eugenie, oggi nuovamente esposte a una pressione mediatica devastante. Emergono poi fotografie e messaggi che ritrarrebbero Andrea in contesti sessualmente espliciti durante feste organizzate dall’ex finanziere, oltre a un invito a Buckingham Palace con la rassicurazione di “molta privacy”. Ulteriori scambi di email con Ghislaine Maxwell confermerebbero l’autenticità della famosa foto scattata a Londra nel 2001 con Virginia Giuffre, smentendo la linea difensiva sostenuta dal principe nella disastrosa intervista alla BBC del 2019.
Nel frattempo, la caduta di Andrea assume contorni quasi grotteschi. Dopo lo sfratto dal Royal Lodge deciso dal fratello, l’ex duca avrebbe traslocato temporaneamente a Wood Farm, nella tenuta di Sandringham. Secondo la stampa britannica, molti membri della servitù si sarebbero rifiutati di lavorare per lui, tanto che ai domestici sarebbe stato concesso di sottrarsi al servizio qualora si sentissero a disagio.
L’opinione pubblica, intanto, chiede a gran voce l’apertura di un’indagine formale da parte della polizia britannica. Il timore è che giovani vittime del giro di Epstein abbiano avuto accesso ai palazzi reali, con implicazioni che toccherebbero anche la sicurezza nazionale. Tra le ultime rivelazioni, una presunta “cena privata” a Buckingham Palace nel 2010, alla quale avrebbero partecipato quattro ragazze.
A fare da contrappunto al clamore mediatico, le conclusioni dell’Associated Press: secondo documenti dell’FBI e del Dipartimento della Giustizia, non sarebbero emerse prove solide dell’esistenza di una rete di traffico sessuale al servizio di uomini potenti. Ma sul piano politico e simbolico il danno per la famiglia reale appare ormai evidente e, ancora una volta, difficile da contenere.




