Il “28esimo regime”: l’UE rilancia la sfida alle burocrazie nazionali

Da Davos, un piccolo comune svizzero da cartolina, si lancia una scommessa per la crescita Europea. È successo ieri, il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha proclamato il “28esimo regime” o in maniera più accattivante “Eu Inc.”. Si tratterebbe di: “Un insieme unico e semplice di regole, valido in tutta l’Unione, che consenta alle imprese di operare molto più facilmente tra gli Stati membri” (ANSA).
In sostegno delle imprese europee
L’Eu Inc. è un’idea pratica, ovvero la semplificazione delle normative in vigore all’interno dei 27 stati membri. La creazione di un passaporto giuridico che si sovrapponga agli ordinamenti locali, affinché un’azienda possa espandersi in qualsiasi nazione dell’UE senza seguire labirinti burocratici.
L’offerta della von der Leyen, di registrare un’impresa online entro 48 ore con un singolo regime dei capitali, è un miraggio nella società delle startup zoppicanti. La finalità è rendere i mercati del Vecchio Continente al pari, o meglio tener loro testa, di quelli statunitensi e cinesi. Non a caso, gli studi della Banca Mondiale affermano che i mercati unificati in America formano un 20% in più di produttività. “Se faremo le cose nel modo giusto, e abbastanza in fretta, questo non aiuterà solo le imprese europee a crescere, ma attrarrà investimenti da tutto il mondo”.
Un vecchio analogo del 28esimo regime (non andato in porto): Societas Europaea (SE), un campanello d’allarme
Nel 2001 c’era già stato il tentativo di rafforzare il mercato europeo con il progetto Societas Europea. Giuridicamente confuso: invece di essere un regime unico, si divideva in 27 varianti differenti che hanno ulteriormente appesantito la burocrazia con costi e rinvii nazionali. Accessibile solo ai giganti dell’economia come Allianz, impossibile economicamente per i giovani imprenditori.
Nell’avvio dell’EU Inc. non si dovranno commettere errori, nell’eventualità che venisse zavorrata di soluzioni al ribasso e gold plating, sarebbe l’ennesima occasione mancata. La lacuna principale dell’iniziativa si presenterebbe nel caso della mancanza di un mercato unico, ciò manterrebbe la difficoltà nella ricerca dei fondi.
Il presidente della Commissione Europea ha parlato a proposito della necessità di una “Union of Savings and Investments”. Un tassello che perfezionerebbe il 28esimo regime, anche se il grande ostacolo resta la realizzazione politica: ben pochi governi sono pronti a cedere ai propri vantaggi fiscali. L’UE, affinché convinca gli stati membri, dovrà fare leva sulla promessa di grandi investimenti esteri come affermato dalla von der Leyen.




