Il Minnesota non è più un rifugio per la comunità somala
Senza convenevoli, Trump si scaglia contro la comunità somala del Minnesota. “Il vostro Paese fa schifo, non li vogliamo nel nostro” Sono le parole che gli ha rivolto il 2 settembre dello scorso anno. Sotto il mirino del presidente americano vanno anche i deputati come Ilhan Omar, arrivata negli USA da rifugiata all’età di 12 anni. Adesso, tutti gli 80.000 abitanti di origine somala devono pagare secondo il governo la colpa dei singoli. L’amministrazione statunitense ha dispiegato 2.000 agenti federali di ICE (United States Immigration and Customs Enforcement) a seguito delle frodi sociali commesse dalla comunità nel periodo Covid. Il Minnesota a fuoco e fiamme tra proteste e scontri violenti con le forze dell’ordine.
Le frodi previdenziali
Lo scandalo è nato da un video youtube. Il content creator Nick Shirley ha pubblicato un video dove denunciava una dozzina di asili nido, la maggior parte gestita da somalo-americani, che ricevevano i fondi pubblici senza fornire alcun servizio. L’attenzione mediatica verso Shirley è stata fomentata dai giganti della destra americana, Elon Musk e JD Vance. Tuttavia, il video su Youtube non è stato una rivelazione, bensì una conferma di movimenti oscuri nello stato del Minnesota.
In piena pandemia, l’associazione Feeding Our Future ha ottenuto con frode 250 milioni di dollari. L’organizzazione si soffermava a presentare falsi fogli di conteggio dei pasti e delle fatture, quando pubblicamente dichiarava di collaborare con ristoranti per distribuire pasti alle scuole. La parentesi Feeding Our Future si è conclusa con l’arresto di 75 imputati e della fondatrice, Aimee Bock.
Il Minnesota si è dimostrato “centro di attività fraudolente di riciclaggio di denaro” descritto da Trump ancora una volta nel 2025. Le autorità statali hanno un programma nato per aiutare gli anziani e le persone con disabilità a trovare un alloggio, ma utilizzato a scopo di riciclaggio, poi è stato il turno del programma di stabilizzazione abitativa in cui lo stato aveva speso 100 milioni di dollari. Incriminate otto persone. L’apice si è raggiunto con la falsa iniziativa di sostegno all’autismo infantile, dove sono stati assunti tecnici comportamentali non qualificati che non hanno collaborato con nessun bambino iscritto al programma. L’imputata principale del servizio, Asha Farhan Hassan aveva collaborato con la prima citata Feeding Our Future.
Le condizioni di vita della comunità somala nel Minnesota oggi
Il 1991 è stato l’anno dello scoppio della guerra civile in Somalia, migliaia di civili hanno chiesto asilo politico. Di conseguenza, gli Stati Uniti avevano creato un programma di protezione temporanea che forniva un permesso di lavoro e una tutela politica, ma il 14 dicembre del 2025 è stato revocato. Dall’inizio dell’anno, cessati gli ingressi ai cittadini somali negli USA.
Chi è rimasto sul suolo americano, vive nell’angoscia. Diversi imprenditori somali hanno raccontato di aver subito minacce, quotidianamente ricevono telefonate anonime intimidatorie. Un asilo nido, il Nokomis Day Care Center, oltre ad esser stato vandalizzato, gli artefici hanno rubato informazioni negli archivi di dipendenti e bambini.
I bar della zona somala, un tempo affollati, si svuotano e rischiano la chiusura. I somali del Minnesota adesso hanno anche paura di presentarsi a lavoro, i loro figli subiscono bullismo nelle scuole.
L’America non è più un posto sicuro per i somali, perfino per coloro che sono nati in quel paese che rappresentano più della metà della comunità.




