Addio calvizie, una molecola ci restituirà i capelli persi

di Roberto Mattei

Nella foto la sperimentazione su alcuni topi usati come cavieUn team di scienziati americani scopre per caso un peptide capace di riattivare i follicoli morti e ripristinare la normale crescita dei capelli. I test, al momento eseguiti su cavie di laboratorio geneticamente modificate, hanno dato esiti strabilianti favorendo non solo la ricrescita ma anche generando una nuova pigmentazione, più scura delle precedente. Presto la sintetizzazione del farmaco.

La caduta dei capelli è una delle patologie più diffuse al mondo nonché una delle più studiate in ambito tricologico. Da decenni, medicina, farmacologia e cosmetica, hanno cercato di trovare una soluzione a questa disfunzione ricorrendo alla chirurgia estetica (trapianto di capelli), ai metodi non invasivi (toupet o parrucchini) e all’impiego di particolari farmaci in grado di ritardarne la caduta.

Nessuno, tuttavia, in questi anni, è mai riuscito a individuare una cura in grado di riportare il cuoio capelluto al suo stato originario di chioma folta, voluminosa e soprattutto sana. Fino a ieri, quando una persona decideva di interpellare un tricologo, si rivolgeva a lui con frasi del tipo: “dottore sono disperato”, “le ho provate tutte”, “possibile che non esista una vera cura per questo problema?” Il loro stato d’animo era facilmente comprensibile; questi pazienti avevano già consultato altri specialisti, fatto accertamenti ed esami approfonditi, tentato decine di cure senza tuttavia ottenere i risultati sperati. Il “medico del capello” rappresentava di conseguenza una sorta di ultima spiaggia per combattere fino in fondo la guerra alla calvizie e superare il disagio psico-fisico da essa derivante.

Da oggi però una sensazionale scoperta scientifica potrebbe finalmente porre fine alle sofferenze di milioni di persone affette da questa patologia. I ricercatori della University of California a Los Angeles e del Salk Institute for Biological Studies, hanno infatti scoperto che l’astressina-B, un selettivo in grado di migliorare la pulsione sessuale dei ratti in condizioni di stress, sarebbe anche capace di funzionare come un potente rivitalizzatore follicolare. Gli scienziati stavano lavorando a un progetto sperimentale per la cura di alcuni problemi digestivi connessi con gli stati di affaticamento ed esaurimento e per l’occasione avevano somministrato il peptide (molecola di peso molecolare inferiore ai 5 mila dalton, costituita da una catena di pochi amminoacidi uniti tra loro attraverso un legame peptidico) a delle cavie di laboratorio geneticamente modificate per produrre in eccesso l’ormone di liberazione della corticotropina – CRF (Corticotropin Releasing Factor), “messaggero chimico” polipeptidico ipotalamico nonché neurotrasmettitore, coinvolto nella risposta agli stress.

Il compito dell’astresina-B era quello di bloccare la produzione “dell’ormone dello stress”. Durante l’esperimento, la dottoressa Million Mulugeta della David Geffen School of Medicine alla UCLA (University of California, Los Angeles) si era però accorta che alcuni topi erano soggetti a una forma di alopecia. Queste cavie infatti, con l’età perdono il pelo e col trascorrere degli anni diventano sempre più calve sul dorso, un particolare che non sfugge all’occhio attento di un ricercatore. Bene, tenetevi forte, perché la notizia che sto per darvi ha dell’incredibile. Dopo 5 giorni di trattamenti, l’astresina-B aveva provocato nei topi “calvi” la ricrescita di una folta peluria, con una nuova pigmentazione più scura di quella già esistente sulle restanti parti del corpo, che è stata poi mantenuta per oltre 4 mesi. «Si tratta di un tempo relativamente lungo se si pensa che questi roditori vivono meno di due anni – ha spiegato la Million – Quando abbiamo analizzato il numero di identificazione dei topi su cui il pelo era rigenerato abbiamo scoperto che, in effetti, il peptide era responsabile della super-ricrescita nei topi calvi. Studi successivi hanno poi confermato questo fenomeno in modo inequivocabile. Negli individui calvi e in questi topi, i follicoli piliferi sono in una fase di riposo. L’antagonista (astressina-B) li risveglia. Accende il ciclo e fa ripartire la fase di crescita». Se questo effetto sarà confermato anche sull’uomo, saremo finalmente in presenza di una soluzione duratura contro la calvizie maschile, l’alopecia e la perdita di capelli causata dalla chemioterapia nonché la possibilità di “ringiovanire” la vecchia chioma brizzolata con capelli più scuri.

Il farmaco a base di astresina-B non è stato ancora sintetizzato e al momento l’unico rimedio esistente per l’alopecia è “il minoxidil”, che riduce o arresta la caduta dei capelli, favorendo, in alcuni casi, la parziale ricrescita (almeno temporanea) degli stessi. Tuttavia, gli studi vanno avanti con molto ottimismo e sia la UCLA che il Salk Insitute hanno presentato domanda di brevetto per l’utilizzo della miracolosa molecola.

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