Allarme tuffi: sono fra le maggiori cause di traumi che portano alla tetraplegia e all’annegamento

Allarme tuffi: sono fra le maggiori cause di traumi che portano alla tetraplegia e all’annegamento

tuffoTra i tanti rischi dell’estate, quello che sembra una cosa innocente e banale si rivela una grande insidia. Stiano parlando del tuffo.
La cronaca ci riporta sotto gli occhi l’ennesimo dramma avvenuto nella notte delle stelle cadenti nel Salento, ma sono tante altre  le notizie simili che le cronache ci riportano ogni stagione.
La notte di San Lorenzo un tuffo nelle acque basse è stato fatale per una giovane donna di soli 33 anni costretta in rianimazione con tutta probabilità a causa delle lesioni riportate.
Se si tratta di leggerezza, inesperienza o semplice fatalità non si sa ancora, ma anche questa volta un istante, un basso volo verso il blu si é trasformato in tragedia.
L’allarme tuffi viene Giovanni D’Agata, presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che dice : “lo ripeteremo sino alla noia,perché quando ci si introduce in acqua sia che si tratti di mare, lago, fiume o piscina è sempre bene fare molta attenzione altrimenti si rischia di passare conseguenze gravissime se non letali.
Il consiglio per tutti è di non sottovalutare i rischi connessi, troppo spesso determinati da negligenze, imperizie, distrazioni, ma anche da un certo esibizionismo che ci fa trascurare le più elementari regole dell’approcciarsi ai liquidi.
Il problema essenziale é quindi anche di natura culturale ed educativo, perché sono soprattutto i giovani ad essere predisposti e a gareggiare in abilità quasi sfidandosi a chi salta dal punto più in alto o a chi riesce a fare le acrobazie più ardite senza alcuna preparazione tecnica se non quella accumulata con tentativi precedenti andati fortunatamente bene.
Bene, perché troppo spesso si sottovaluta una questione fisica inoppugnabile: il pelo dell’acqua se non infranto rompendone preventivamente la tensione molecolare superficiale é un vero e proprio muro su cui ci si va a sbattere con conseguenze mai prevedibili che, come ripetuto, possono diventare drammi e portare sino alla tetraplegia e all’annegamento se si perde i sensi e si sta troppi istanti nell’acqua senza riprender fiato”.
É bene, infatti, per innalzare l’attenzione di tutti, alla luce dell’ultimo dramma estivo, ma anche di quanto accade nelle piscine pubbliche e private durante la stagione invernale, ricordare che i tuffi risultano statisticamente essere tra le cause principali di tetraplegia e di danni alla colonna vertebrale e che la sottovalutazione delle conseguenze é tra le principali cause di queste gravi lesioni tra i principianti e tra chi si improvvisa tuffatore.
Quindi un consiglio anche ai proprietari e i gestori delle piscine, dicendo loro di informare correttamente e adeguatamente circa i pericoli conseguenti alla balneazione e quindi ai tuffi, perchè ne potrebbe derivare responsabilità su eventuali incidenti si dovessero verificare nelle loro strutture.

Redazione
12 agosto 2013

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